Hotel in Pietra

Hotel in Pietra

Vivere a Matera mi ha dato la possibilità di esplorarla in lungo e in largo, scoprendo angoli segreti e nascosti ed altri così belli da togliere il fiato. Ed è proprio durante i miei “pellegrinaggi” nei Sassi che ho scovato l’Hotel in Pietra. Credo che Cupido mi abbia colpita con una delle sue frecce, perché è stato amore a prima vista. Ma c’è di più. Dietro a quella facciata elegante e riservata s’intrecciano tante  storie, tutte da raccontare. Desiderosa di saperne di più, e di dare anche una sbirciatina agli interni, fisso subito un appuntamento con Roberto, il titolare.

L’atmosfera è intima, silenziosa, quasi sacrale. Un fascio di luce penetra dalla finestra rosone illuminando la grande hall, un tempo sede di una chiesa abbandonata, quella di San Giovanni Vecchio risalente al 1200.

Durante i lavori di restauro abbiamo cercato di lasciare l’ambiente il più possibile fedele all’originale, senza cancellare dai muri le rughe del tempo”, spiega Roberto mostrandomi gli antichi stemmi sulle pareti.

Le stanze interamente scavate nel tufo sono state arredate con grande gusto dalla brasiliana Cristina Bergamini che oltre ad essere la designer è anche l’anima dell’Hotel in Pietra.

Cristina è un vulcano di idee…Impossibile non rimanerne affascinati!!!

Il suo originale tocco Tropicale è presente nei mobili, nell’oggettistica, nella scelta dei tessuti e in molti tappeti di fibre o pelle naturale. “Mi sono ispirata alle mie origini: alla casa dei miei nonni, che era molto bella, ma anche alle fattorie e alle ville in Brasile. Ci sono cose, lì dentro, che hanno per me un grande valore affettivo perché appartenevano ai miei cari come il grande orologio da tavola che è in reception o le abatjours che stavano nello studio medico di mio nonno”.

Materiali naturali come legno, vetro, ferro e paglia anche per le bellissime camere dai colori riposanti, con letto futon, musica classica in filodiffusione e finestre che affacciano sulla parte vecchia della città.

All’interno è possibile fare anche un po’ di shopping: troverete un angolo libreria, una piccola cantina con vini locali e perfino una graziosa boutique con oggetti scovati da Cristina e provenienti da tutto il mondo.

“Viaggiare è la mia grande passione. Mi diverto a scoprire nuove tendenze e cose fuori dal circuito di massa. Seguo un mio stile, fatto di cose che piacciono a me, che mi fanno star bene. Potrei definirlo “Soul chic” ovvero uno stile dell’anima”.

Ah, dimenticavo…l’Hotel in Pietra organizza anche dei percorsi per visite guidate nei Sassi, quindi rivolgetevi alla reception per qualsiasi informazione. Diponibilità e cortesia garantiti….parola di Matera Secrets!

CONTATTI

Hotel in Pietra
Via San Giovanni Vecchio, 22 Matera
www.hotelinpietra.it
info@hotelinpietra.it
Tel 0835344040

CRISTINA BERGAMINI

www.italiacombossa.com.br
Cell: 329 1842426

La 19a Buca

La 19a Buca

Se avete voglia di assaggiare una buona pizza e magari fare anche una partita a golf, conosco un posticino che fa per voi. Che cosa c’entra la pizza con il golf ? Beh, quello ve lo spiego dopo…Per ora seguitemi, vi porto alla scoperta della “19a Buca winery”.

Un ristorantino con piatti tipici della tradizione contadina lucana. Tra gli antipasti vi consiglio di provare il “Purè di fave e cicoria con sfoglia di pane” o il “Flan con salsiccia e peperoni cruschi”.

Ma è la pizza il vero fiore all’occhiello della cucina. Sul menù, oltre alla classica margherita, potrete ordinare la “Materana” con mozzarella, pomodori passiti al forno, cime di rapa, peperoni cruschi e acciughe oppure altra specialità della casa è quella con “mozzarella, baccalà, patate e peperoni cruschi”.

Anche se super condite, sono tutte buonissime e altamente digeribili per la totale assenza di farine raffinate di tipo’’00. Al loro posto viene utilizzata una semplice farina di grano con lievitazione e maturazione controllata. Questo procedimento garantisce gusto e leggerezza. Pizze, non bombe insomma! Vi alzerete da tavola senza quella terribile sensazione di aver un rinoceronte sullo stomaco!

Ed ora date un’occhiata alla location davvero particolare, in cui i diversi ambienti, come in un gioco di incastri e di volumi, sono collegati da scale. Si scende e si sale in continuazione …sembra quasi di essere all’interno di un quadro di Esher!

Oltre al ristorante, infatti, vi è una sala lettura, con luci soffuse e morbidi divani in pelle che invitano al relax, una stanza “Cisterna”, chiamata così perché un tempo serviva per la raccolta delle acque piovane, dove oggi vengono organizzate feste ed eventi fino alle pièce teatrali per via dell’acustica suggestiva.

Infine, scendendo all’ultimo piano troverete un mini campo da golf con tanto di erbetta sintetica dove potrete divertirvi a sfidare i vostri amici.

“Ah! ecco perché il locale si chiama cosi…!” direte voi adesso “Perchè ci sono 19 buche!!!

Sbagliato!!! In realtà quelle sono solo 18!!! Avete contato male! 😉

No, il vero motivo è da ricollegarsi al gergo sportivo dove “la 19a buca” indica il luogo di ritrovo dopo la partita. Un posto che i giocatori scelgono per andare a rilassarsi, a chiacchierare…Si usa nel polo, nel golf e e nel tennis.

Tutto chiaro, ora?

E voi, che fate stasera? Avete già scelto la vostra 19a buca??? 😉

 

 

CONTATTI

19a Buca Winery

Via Lombardi, 3 Matera

Tel 0835 333592

Dalle dimore storiche all’ospitalità dell’Hotel Sassi

Dalle dimore storiche all’ospitalità dell’Hotel Sassi

Incastonato come una gemma preziosa nel rione Sasso Barisano, tra via San Giovanni Vecchio e via Fiorentini, in quella zona di Matera in cui amo tanto passeggiare, sorge l’Hotel Sassi.

Gregorio, il titolare, ci apre le porte di questa splendida dimora storica, in cui il profumo delle foglie di limone si mescola a quello quello del gelsomino che si arrampica sulle pareti della grande terrazza.

Una location che non ha nulla a che vedere con il classico hotel freddo e spersonalizzato, quello dalle grandi hall con i marmi tirati a lucido per intenderci. Qui tutto sa di casa, delle cose buone e genuine di una volta, di torte appena sfornate.

Anche l’arredo è di tipo tradizionale con le credenze, i mobili in legno di pino e le bellissime porte settecentesche. “Sono un raccoglitore di oggetti. Alcuni li ho trovati già qui, altri, come tavoli e bauli, li ho scovati nei magazzini di qualche rigattiere. Mi diverto a dar loro una diversa sistemazione.” spiega Gregorio, 56 anni, appassionato di antiquariato.

I lavori di ammodernamento non hanno snaturato la struttura originaria con le pareti in roccia tufacea, le volte a botte e l’antica pavimentazione in “Chianchiarelle”, un tipo di pietra dura.

Si tratta, infatti, di un hotel diffuso in cui le 35 camere (una diversa dall’altra) sono dislocate su sei livelli aggregati secondo la tipica conformazione abitativa dei Sassi, meglio conosciuta come il “Vicinato”.

“La nostra filosofia punta all’accoglienza ed è legata alla storia della nostra città. Nei Sassi infatti vi era uno spirito di solidarietà che univa tutte le famiglie ed è proprio questo spirito che abbiamo voluto conservare” racconta il proprietario.

Meraviglia dell’hotel le terrazze panoramiche che circondano l’intera location dove troneggiano due grandi capasoni (contenitori a forma d’anfora che in epoche passate servivano per la raccolta dell’olio) e poi vasi e vasetti di fichi d’india, piante grasse, corbezzolo e gerani rossi.

Da qui è possibile ammirare la Cattedrale e l’annesso campanile in stile romanico oppure, scendendo dalle scalette, partire per un’escursione nei Sassi. A proposito, sappiate che nelle vicinanze potrete visitare la chiesa di San Pietro Caveoso (una delle mie preferite) e l’auditorium di casa Cava.

La colazione al mattino? Oltre ai classici cornetti e bomboloni, gli amanti del salato potranno assaggiare buonissime focacce integrali. Famosa quella “Alla Chianca” con pomodorini e origano o “Ricco d’olio” preparata solo con zucchero ed olio.

Se cercate un posto dove lasciare gli occhi oltre che il cuore questo è il luogo che fa per voi!

E allora che aspettate?!! Dai su, su…prenotate! 😉

  

CONTATTI

Via San Giovanni Vecchio, 89 Matera

www.hotelsassi.it
Info@hotelsassi.it
hotelsassi@arubapec.it

Tel: +39 0835/331009

 

 

 

MONSU’ – Colto e mangiato

MONSU’ – Colto e mangiato

Vi è mai capitato di innamorarvi di un locale a prima vista? A me è successo proprio così con “Monsù”, allegro bistrot nel centro di Matera.

Ci passavo di fronte tante volte, ne ammiravo l’arredo attraverso la porta a vetri, lo tenevo a mente, ma poi presa da mille impegni non riuscivo mai a capitare. Finchè una sera, mentre ero in giro con amiche, mi decisi a provarlo. Originale il concept design, sembra quasi di entrare in un localino milanese, dove il colore è il protagonista assoluto: dalle lampade in terracotta smaltata di Grottaglie al verde intenso delle pareti. Il lungo specchio nel quale si riflettono le luci contribuisce poi a dilatare l’ambiente, creando un effetto ottico di profondità spaziale. Particolare il muretto con le piantine appese che sembra invitare la natura a far parte dell’interno.

Il locale sorge sulle ceneri di un’edicola storica della città (Pizzilli), di cui rimane ora solo l’originale pavimento in graniglia a motivi floreali. Qui tutto è realizzato dalle mani di sapienti artigiani come testimoniano l’insegna in vetro e la seduta lignea che ricorda le panchine della stazione ferroviaria.

 

“Già, ma cosa vuol dire Monsù?”  me lo spiega Vittoria, la proprietaria, una bella signora bionda con due grandi occhi azzurri, “Fino agli anni’40 a Matera c’era l’abitudine nelle famiglie aristocratiche di tenere a servizio nelle proprie case un Monsù, ovvero uno chef di origine francese”.

E infatti, a ben riflettere, il nome deriva da “Monsieur” che significa appunto “Signore”. “Ca va sans dire…”  Un posticino perfetto per un aperitivo o per un pranzo veloce, in pieno street food, con tanto di birra artigianale e  “Lucanini”, panini gurmet che sono un vero e proprio viaggio nel gusto. Non mi credete? E allora provate quello con crema di Lampascioni (cipollotti selvatici), quello con crema di pistacchi di Stigliano oppure il panino con i fichi secchi di Miglionico. E che dire del “ Pane e Frittata della mamma di Rocco Papaleo“? Un must in casa Monsù!!!

Tutti prodotti d’eccellenza acquistabili direttamente nel bistrot che ha il sapore un po’ della salumeria e un po’ delle botteghe di una volta. Marmellate, sciroppi di mirtilli, pasta, legumi, vini (da quelli nostrani a quelli del Trentino) e poi, ancora, vasetti di miele e tanto olio dal classico a quello aromatizzato all’arancia, al timo, al bergamotto e perfino al tartufo!

“Noi abbiamo un’azienda, vicino Montescaglioso, dove le materie prime vengono raccolte e portate sulla tavola” afferma con orgoglio Vittoria. Tutti a tavola da Monsù allora…nel vostro piatto solo cibo genuino, rigorosamente a km zero …colto e mangiato! 😉

CONTATTI

BISTROT Monsù
Via del Corso, 16 Matera
monsumatera@gmail.com
Cell +39 3438603393

Il Baule dei Sogni Tutte pazze per lo Shabby-chic

<span class="entry-title-primary">Il Baule dei Sogni</span> <span class="entry-subtitle">Tutte pazze per lo Shabby-chic</span>

Oggi vi voglio raccontare la storia di Claudia, la geometra con la grande passione per l’arredo d’interni. Tutto comincia da un sogno, quello di aprire un negozio per la casa che rispecchiasse i suoi gusti e la sua personalità dolcemente sognate.

“Sono cresciuta in una famiglia dove regnava l’armonia, con due sorelle più grandi di me, con le quali ho avuto un bellissimo rapporto. Per me casa è questo, per me casa è amore”.

Ma si sa che i sogni non sono sempre facili da realizzare e, infatti, Claudia all’inizio si scontra con delle difficoltà ma poi, grazie al sostegno morale dei suoi cari che la incoraggiano ad andare avanti e a non arrendersi, riesce nell’ottobre del 2016 a coronare il suo grande sogno. Nasce così l’atelier “Il Baule dei sogni”, interamente dedicato all’home decor. Lo stile è quello Shabby-chic con i suoi delicati colori pastello e le forme arrotondate.
“Mi piacciono gli oggetti o i mobili che hanno un’anima, una storia da raccontare, capaci di regalarti emozioni solo guardandoli”, spiega Claudia abbozzando un timido sorriso.
Un ambiente fiabesco in cui trovano posto tenere bambole di pezza, tovaglie di cotone, tazze e tazzine, morbidi cuscini, lampade, ceste di vimini, mobili e tanta altra oggettistica dal sapore vintage. Io me ne sono innamorata follemente, complice anche il profumo d’ambiente “Melagranata”, una fragranza dolce al punto giusto e mai invadente.

Occhi a cuore poi davanti alla mise en place curata dalla proprietaria e dall’aria decisamente vacanziera realizzata sui toni del bianco e dell’azzurro mare (chi mi conosce bene sa che ho un debole per le tavole ben apparecchiate!!!)
Un mondo tutto pizzi e merletti che ricorda, a tratti, quello delle nostre nonne. Il sogno di Claudia si è perfettamente realizzato. Vi lascio alle foto…io corro a prendere quel servizio di piatti che avevo adocchiato stamane! 😉

Contatti:

Via Lanera, 33 Matera
ilbauledeisogni@virgilio.it
cell. 3286993746

Le Opere di Pietro Gurrado

Le Opere di Pietro Gurrado

Ho avuto la fortuna di conoscere lo scultore Pietro Gurrado una calda mattina di Giugno. Appuntamento nel suo piccolo laboratorio tra bozzetti, barattoli e pennelli.

“Entra pure, ti stavo aspettando!” mi dice con fare amichevole mentre era intento ad incartare una statuina per una cliente.

Appena varcata la soglia di ingresso entro in un mondo popolato da coloratissime sculture in terracotta: donne con il bambino, lavandaie, panettieri, fabbri, artigiani, conciapiatti. I personaggi di Pietro Gurrado raccontano delle storie provenienti dall’antico mondo popolare. Nei volti di questa povera gente una grande carica espressiva, una nobiltà concettuale espressa dal desiderio di rivendicare la propria libertà, un concetto fondamentale per l’artista.

Poveri anche i materiali che utilizza: la terracotta in primis, la cartapesta, il tufo o la pietra perché mi spiega: “Non mi piacciono i materiali che brillano come l’oro o la ceramica preferisco ricercare l’eleganza nella forma che imprimo alle mie creazioni”.

Inutile dire che in città tutti conoscono le sue opere, motivo di grande orgoglio e fama a livello mondiale. L’arte di Pietro Gurrado è legata alla sua terra: “La lucanità è discrezione, magia, silenzio e dignità della povertà “ afferma spalancando i grandi occhi azzurri.

Alla base della filosofia di Gurrado il desiderio di libertà che ritroviamo in tutte le sue creazioni come “Strega ballerina” o le “Fate Scapigliate” dai capelli turchini e le mani in un’antica posizione di preghiera. Sono donne libere, moderne e in qualche maniera trasgressive.

 

Per l’artista la libertà è legata alla ricerca individuale, alla sperimentazione. E’ una vera e propria conquista che passa attraverso un lungo percorso introspettivo. I desideri hanno un ruolo fondamentale verso il raggiungimento di questa meta. L’atto stesso di desiderare qualcosa ci fa capire chi siamo, cosa vogliamo, cosa ci fa stare bene. Naturalmente la loro realizzazione non è sempre facile, anzi passa attraverso momenti di grandi difficoltà. Si cade ma s’impara a rialzarsi, a combattere, perché per arrivare ad essere liberi ci vuole tanta forza e coraggio. Nelle opere di Gurrado sono racchiuse tutte le nostre emozioni, i nostri sogni, la nostra continua ricerca. Starei ore a parlare con Pietro ma è giunto il momento di andare. Vi lascio con una sua frase : “Nella vita ciò che porta fortuna, è quello che ti fa star bene”! Oltre che scultore anche filosofo il nostro Gurrado! 😉

 

Contatti
Pietro Gurrado
Via Duomo, 3/5
Via delle Beccherie, 42
www.pietrogurrado.com
info@pietrogurrado.com

Dedalo

Dedalo

Si narra che dopo un lungo e periglioso viaggio condotto sulle onde del vento, arrivò qui un uomo stanco nelle membra ma forte nell’anima che grazie al suo ingegno e alla sua fede, avendo deciso di metter termine al suo peregrinare, iniziò a costruire la sua dimora”.

Leggo questa frase sul menù di Dedalo, una sera mentre ero a cena con amici. Iniziamo ad interrogarci su chi fosse quell’uomo e così incuriosita chiedo informazioni a Pietro, il gentilissimo titolare. Ci spiega che il personaggio in questione s’ispira chiaramente al mito di Dedalo (da cui prende il nome anche il ristorante) il celebre architetto ateniese al quale il re cretese, Minosse, chiese di progettare un labirinto dove rinchiudere il Minotauro, l’orribile mostro con il corpo di uomo e la testa di toro.

Ed in effetti in tutto il locale è evidente il legame con la mitologia greca: dalla conformazione labirintica alle sculture di Proserpina e Bacco fino ai 300 metri del filo rosso di Arianna che si snoda sul pavimento.

L’arredo sobrio e raffinato non sovrasta la struttura originale, già particolare di per se. La natura rimane la protagonista indiscussa, così come nelle intenzioni del titolare, con la morbidezza del tufo e il gioco di chiaro-scuro che si viene a creare, mentre l’illuminazione moderna contribuisce ad alleggerire l’ambiente, creando un contrasto in cui vecchio e il nuovo si fondono armonicamente.

Ma veniamo alla cucina che utilizza solo materie prime e di qualità eccellente. Piatti locali rivisitati in chiave leggermente moderna dagli “Strozzapreti con battuto di cime di rapa, gamberi, vongole e passato di fave bianche” alle “Polpette di pane” di Matera servite su di un letto di fonduta di pomodorino. Tra i secondi top si classificano il “Filetto di maialino nero in crosta di pistacchio di Stigliano” e il “Filetto di manzo con crema di funghi cardoncelli” ( io l’ho provato e posso dirvi che si scioglie letteralmente in bocca!) Dulcis in fundo, è proprio il caso di dire, suo maestà lo “Choux” un mega bignè con crema chantille alla vaniglia ( solo a pensarci avverto un leggero languorino).

Ma Dedalo non finisce qui! Il locale è pensato anche per ospitare eventi come serate musicali o presentazioni di libri. Vi sono infatti due ingressi: uno conduce al ristorante e l’altro nella sala lounge dove potrete rilassarvi, sorseggiando un caffè, un thè o divertirvi con gli amici facendo un aperitivo.

Musica jazz in sottofondo, calice di vino e vi giuro che io sarei stata li per ore ed ore. Dedalo ha mantenuto la sua promessa di esperienza sensoriale da tutti i punti di vista. Per quanto mi riguarda è promosso a pieni voti e anche il personale lo stesso…di una gentilezza estrema. Credo che se Gabriele D’Annunzio fosse ancora vivo, da buon esteta qual era, un giretto da Dedalo se la sarebbe sicuramente fatto 😉 E se anche voi siete degli amanti del bello segnatevi questo posto in agenda, vi giuro che non ve ne pentirete! 😉

Dedalo Srl

Via D’addozio 136/140

Tel 0835 1973060

info@dedalomatera.com
www.dedalomatera.com

C’era una volta Matera

C’era una volta Matera

In un mondo sempre più frenetico e globalizzato esiste ancora un posticino che incanta per la sua purezza e autenticità, per la sua silenziosa bellezza, un posto dove nelle calde sere d’estate è ancora possibile ammirare tutto lo splendore di un limpido cielo stellato.
Sto parlando di Matera, città che amo intensamente e in cui ho la fortuna di vivere, una tra le più antiche al mondo, abitata sin dal Neolitico. La prima volta che la vidi mi parve una piccola Gerusalemme bianca con le sue casette basse e le stradine in pietra. Impossibile non rimanere colpiti dalla luce e dall’intensità dei suoi colori in uno scenario scolpito dal tempo.

Ho deciso di partire da qui e di dedicare il mio primo post alla sua storia. Una storia che nella povertà e nella sofferenza trova la forza e il coraggio del suo riscatto.

C’era una volta Matera… la Cenerentola del Mezzogiorno, umiliata e denigrata a Vergogna Nazionale. Nel dopoguerra è uno dei luoghi più poveri d’Italia come ci racconta lo scrittore Carlo Levi nel suo libro Cristo si è fermato ad Eboli.

Ma quanto poteva essere dura la vita nei Sassi?

Qualcuno li paragonò ad un girone dantesco, altri ad una casba precipitata in una voragine, altri ancora ad un ruvido presepe napoletano. La vergogna nazionale viveva in case scavate nel tufo, senza luce e acqua corrente, con galline e muli come coinquilini e malattie infettive che si propagavano da grotta in grotta. Gli abitanti dei Sassi erano quasi tutti contadini, gente onestissima e schietta, abituata a lavorare duramente. Un mondo semplice e limpido ma in contrasto con la civiltà del XX secolo.

Matera diviene la pietra dello scandalo, l’esempio per gli americani per utilizzare il piano Marshall italiano. Così, dopo il decreto firmato da De Gasperi nel 1954, il cuore di Matera viene svuotato della sua gente. Nascono tre nuovi quartieri, piccoli borghi ai margini della città vecchia dove vengono edificati case e alloggi popolari. I Sassi restano lì, disabitati per decenni, immobili e ripudiati a raccontare la loro storia ad un mondo che non la vuole ascoltare. Se per i giovani fu facile voltare pagina e ricostruirsi una nuova vita, per gli anziani il passaggio dalle vecchie dimore di tufo agli appartamenti nuovi di zecca fu molto difficile e sofferto.

Ma i sociologi misero in luce anche aspetti positivi della vita nei Sassi come l’assenza di criminalità e lo spirito di solidarietà che univa la gente: un bambino ammalato diventava figlio di tutti. Si scoprì tra le grotte un patrimonio di saggezza contadina fatta di antiche tradizioni.

Il riscatto vero e proprio per Matera arriva con il cinema che si accorge della sua bellezza e la fa conoscere al mondo intero. Dal “Vangelo secondo Matteo” di Pasolini, a “The Passion” di Mel Gibson fino all’ultimo Kolossal “Ben Hur”.Questo paesaggio lunare ed incontaminato, privo di segni di modernità, ha stregato tanti registi colpiti dalla sua magia e spiritualità. Matera presta il suo volto alla Terra Santa divenendo il teatro della vita di Gesù e i Sassi si trasformano nel primo presepe della storia del cinema.

Matera non soltanto è riconosciuta Patrimonio Unesco nel 1993 ma viene anche proclamata Città della Cultura Europea per il 2019. Alla faccia di quanti la definivano vergogna nazionale! 😉

Ma la strada è ancora lunga…. Matera può essere il riscatto del sud, perché può stravolgere tanti di quegli stereotipi e di quei pregiudizi, tante di quelle nostre indolenze.

Non spetta solo allo Stato ma a tutti i cittadini (ognuno nel suo piccolo) dare il proprio contributo per approfittare di questa circostanza e per ridisegnare il proprio ruolo nel Mezzogiorno. Io ho deciso di mettermi in gioco, e tu? 😉 

 

Giardini di Pietra: Slow living in Matera

Giardini di Pietra: Slow living in Matera

Svegliarsi lontano dal caos e dallo stress delle metropoli, lontani dai rumori del traffico e delle auto. Spalancare la finestra e godersi lo splendido panorama che affaccia sui tetti di Matera tra i rintocchi di un vecchio campanile e il cinguettio degli uccellini.

Un sogno? No, è il B&b “Giardini di Pietra” a due passi dalla Cattedrale proprio nel cuore della Civita, la parte più antica della città.

Un luogo meraviglioso che ha tutto il sapore di un eremo nascosto, in cui rifugiarsi quando si ha voglia di staccare la spina. Appena varcata la soglia d’ingresso si accede ad un piccolo chiostro interno di epoca rinascimentale; ed è come entrare in una dimensione unica, diversa, dove tutto sa di coccole e relax.

Ed è proprio qui che veniamo accolte da Federico, il titolare della struttura, un ragazzo simpaticissimo che ci racconta l’affascinante storia di questa antica dimora risalente al 1400 anche se in alcuni punti è addirittura di epoca romana. Il palazzo era di proprietà della blasonata famiglia Firrao-Cipolla, nobili spagnoli, poi sequestrata dal conte Tramontano per la sua posizione strategica che permetteva un’ottima difesa da eventuali attacchi nemici. Vi è anche una leggenda che narra di un tunnel che il conte avrebbe fatto scavare per collegare il palazzo Firrao-Cipolla al castello della città di Matera, tunnel di cui si sarebbe potuto servire per mettersi in salvo in caso di pericolo. Realtà o immaginazione? La vicenda resta avvolta da un velo di mistero. Nel 1990 circa la dimora venne restaurata ed abitata dall’archietetto lucano, Pietro Laureano. E’ merito suo se Matera è stata riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Il silenzio e la quiete fanno da cornice a questo piccolo paradiso dello slow-living. Le stanze arredate con molto gusto e cura dei dettagli ( merito della sorella e della madre di Federico appassionate di interiors design) sono scavate nel tufo e rappresentano il perfetto esempio della sostenibilità e del vivere ipogeo. Al loro interno troneggia un letto a baldacchino bianco che ci fa venire un’immediata voglia di tuffarvicisi sopra…I colori talcati dei panna, dei beige e degli ecrù trasmettono un’immediata sensazione di pace e di benessere. Molto particolare la pavimentazione in cotto a spina di pesce che vanta ben 315 anni!!!

Da non perdere l’affaccio sulla terrazza dove potrete ammirare il suggestivo panorama del Sasso Barisano. A pochi passi dai “Giardini di Pietra” potrete visitare il Musma, il più importante Museo di scultura Contemporanea in Italia, il Duomo e il Castello Tramontano.

Se poi, come me, siete amanti delle colazioni luculliane questo è il posto che fa per voi! A parte la bellezza della sala, in cui è servita la colazione, interamente scavata nella roccia ma poi qui troverete ben tre tavoli con bibite e bevande, dolci fatti in casa come torte e crostate, frutta fresca e infine il salato con prosciutti, tartine, formaggi e prodotti locali…Un risveglio, insomma, che vi fornirà energia a sufficienza per affrontare il vostro tour nei Sassi! E non fatevi spaventare da qualche kilocaloria di troppo…che sarà mai?!! 😉 Vi assicuro che con tutte quelle salite e discese di km ne macinerete davvero tanti. Piuttosto non dimenticate di mettere un paio di scarpe comode in valigia…eh?!! 😉

Sala colazione

Giardini di Pietra

Via Gradoni Duomo, 16 Matera

Info@giardinidipetra.com

Tel. 0835/332090

Cell. 393/8992208

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