COSA VEDERE A MATERA IN 3 GIORNI

COSA VEDERE A MATERA IN 3 GIORNI

Perdersi in un gomitolo di stradine tra le casette bianche scavate nel tufo ed il profumo dei panni stesi al sole. Ascoltare i rintocchi di un vecchio campanile nella pace e nel silenzio assoluto di uno scenario scolpito nel tempo. Ammirare gli affreschi bizantini di antiche chiese rupestri. Gustare un piatto di “Strascinati con cime di rapa e peperone crusco”, accompagnato da un calice di Aglianico, in una tipica osteria dei Sassi.
Se avete voglia di trascorrere una vacanza autentica che vi faccia dimenticare l’orologio e i ritmi frenetici delle metropoli per lasciarvi cullare dal piacere della lentezza, allora dovete venire a Matera. Un luogo magico capace di rapire il cuore ed incantare. Non a caso è stata proclamata nel 1993 Patrimonio Mondiale dell’Unesco e Capitale Europea della Cultura nel 2019. Un luogo romantico da godere in coppia, ma anche divertente da visitare con amiche.
Eccovi la nostra mini-guida per dormire, visitare e gustare Matera. E naturalmente qualche indirizzo per fare un po’ di shopping: perché un viaggio va ricordato anche per questo, no?

 COSA VEDERE  

  • 1 Giorno

Benvenuti a Matera, una delle città più antiche al mondo. La terza, per esattezza, dopo Gerico e Aleppo. Il cui territorio custodisce tracce di insediamenti umani risalenti al Paleolitico.

Ma prima di addentrarci tra le sue viuzze vi diciamo, a grandi linee, che la città è divisa in tre parti:

  • La Civita: la parte più alta e antica. Nel medioevo era la roccaforte difensiva di nobili e clero dagli attacchi delle popolazioni barbare.
  • Il Sasso Barisano: rivolto verso Nord-ovest, ricco di portali scolpiti che ne nascondono il cuore sotterraneo. Questo un tempo era il rione degli artigiani.
  • Il Sasso Caveoso: rivolto verso sud. Anticamente vivevano contadini e pastori. Ecco perché, ancora oggi, appare il rione più rustico e suggestivo.

Secret Tips: Matera è piccola per cui si gira prevalentemente a piedi. Necessario, però, munirsi di scarpe comode in quanto i Sassi hanno una struttura detta a “Terrazzamento” che si sviluppa in un continuo sali e scendi di scale e vicoletti che vanno giù, a gradoni, ricordando quasi un anfiteatro.
Detto ciò, iniziamo il nostro tour dall’Affaccio del Guerricchio. Siamo in pieno centro, precisamente in Piazza Vittorio Veneto, cuore pulsante della città. Appoggiati alla balaustra del Belvedere potrete ammirare il suggestivo scenario del Sasso Barisano con i suoi vicoli contorti, le antiche scalinate, le terrazze in fiore e la Cattedrale sullo sfondo. Con gli occhi colmi di bellezza lasciamo l’Affaccio del Guerricchio e imbocchiamo Via delle Beccherie.

Sapete perché si chiama così?
“Beccherie” deriva dal francese “Boucherie” ovvero “Macellerie”. Anticamente, infatti, questa era la strada del commercio, dove si vendeva e cucinava la carne. Oggi pullula di botteghe artigiane, di birrifici e di negozietti chic dove le materane fanno a gara per trovare quel pezzo unico da sfoggiare al prossimo aperitivo.

Percorretela tutta. Arriverete in Piazza Sedile, il salotto musicale della città perché sede del Conservatorio. Questa è una delle nostre preferite. In primavera amiamo sederci ad uno dei tanti bar all’aperto per lasciarci inebriare dalle sinfonie di Bach o Ciaikovsky.
DOVE FARE SHOPPING: E già che siete qui approfittatene per fare un po’ di shopping. Troverete deliziosi souvenir che vi ricorderanno il vostro soggiorno. Come gli originali bijoux di Elisa&JANNA, le creazioni in carta di Maristella Tara o i divertenti fischietti in terracotta a forma di galletto.
Da piazza Sedile scendete verso I Gradoni di Sant’Antonio. Sfoderate la vostra reflex o il vostro telefono e preparatevi ad instagrammare scorci che sembrano quasi usciti da una fiaba. Fatto? Riprendiamo il nostro cammino per Via dei Sette Dolori sede del Circolo la Scaletta, un’istituzione in città per l’organizzazione di mostre ed eventi culturali. Siamo giunti a Rione Vetere rallegrato dalle colorate sculture di bambine pensose dell’artista romana Margherita Grasselli. A due passi da qui potrete visitare:
-Il Museo delle arti e degli antichi mestieri Via San Giovanni Vecchio, 60
-Casa Grotta Via Tre Corone, 42. Si tratta di un’antica abitazione contadina degli anni’50. È qui che viveva la “Vergogna Nazionale” senza luce e acqua corrente con galline e muli come coinquilini! In queste stanze, scavate nel tufo potrete vivere un’esperienza unica e irripetibile che vi farà tornare indietro nel tempo raccontandovi un pezzo di storia della nostra città.

DOVE MANGIARE?

Tutta questa cultura vi ha fatto venire fame? In via delle Beccherie potrete trovare tanti posticini carini per una pausa smart che non rinunci al gusto. Qualche esempio?
La Baguetteria: Entra, ordina, siediti e mangia. Qui funziona così: è tutto semplice e genuino come le loro baguette. Per noi quella con “mortadella e pistacchio di Stigliano” è una certezza…Provare per credere!
Zio Ninì: L’ultima volta che ci siamo fermate a pranzo da Zio Ninì abbiamo ordinato la “Crapiata”. Si tratta di una zuppa di legumi e cereali tipica della cucina materana accompagnata da crostini di pane. Ma voi dal menù scegliete pure quello che più vi piace tra: taglieri di salumi e formaggi, insalate e panini gourmand. Tra l’altro potete portarvi anche un pezzo di Basilicata a casa, visto che qui è possibile acquistare prodotti tipici.
Appagato lo stomaco, è tempo di riprendere il nostro tour e salire fino in Civita. Ci sarà da scarpinare un po’, ma una volta in cima, la vostra fatica sarà ripagata dalla vista della splendida Cattedrale di Matera in pietra bianca del 1200.
Ci piace pensare alla Cattedrale come ad una vecchia ed elegante signora che veglia sulla nostra città e a cui noi materani siamo molto affezionati. È in stile romanico-pugliese. Ma all’interno troverete anche numerose decorazioni barocche. La chicca? Il presepe scolpito nella calcarenite, opera dello scultore lucano Altobello Persio.
Usciti dalla chiesa non perdetevi l’affaccio dal Duomo. Da quassù Matera vi apparirà come una piccola Gerusalemme con il suo groviglio di casette. Non a caso questo paesaggio surreale, privo di segni di modernità, conquistò registi del calibro di Pasolini e Mel Gibson.
Matera prestòil suo volto alla Terra Santa diventando il primo presepe della storia del cinema in pellicole come: “Il vangelo secondo Matteo”, “The Passion” o nel kolossal  “Ben Hur”. E ultimamente è stata anche il set dell’agente segreto007 Bond.. James Bond!
Secret Tips: Se riuscite tornateci due volte: di giorno per ammirare le case che brillano sotto il sole e al tramonto quando si accendono le mille luci della sera e la città si trasformerà in un piccolo presepe illuminato da mille fiammelle. Davvero romantico!

Siete già stanchi? Allora fermiamoci qualche minuto al Duomo Cafè. Mentre gustate il vostro espresso guardatevi attorno. Siete nella storica caffetteria letteraria della nostra città come potrete notare dagli antichi volumi esposti sugli scaffali. Si trova all’interno di Palazzo Gattini, nobile dimora un tempo appartenuta alla famiglia dei conti Gattini.
Secret Tips: Un consiglio? Se avete voglia di coccole regalatevi un paio d’ore nella Spa di Palazzo Gattini. Ha 5 postazioni idromassaggio. Mettetevi comode le confidenze non usciranno da quelle spesse pareti e si confonderanno con il brusio dell’acqua in sottofondo.

Gambe in spalla… è il momento di proseguire il nostro tour pomeridiano con la visita a qualche museo. Nelle vicinanze potrete facilmente raggiungere:
1)Casa Noha: È la sede del F.A.I..Qui potrete visionare documentari rari e inediti che vi racconteranno la prima ricostruzione completa della storia della nostra città.
2)Casa Ortega: Un luogo che testimonia la presenza dell’artista spagnolo, Josè Ortega, favorendo la riscoperta della tradizione artigiana locale.
3) IL MUSMA: Il museo italiano dedicato alla scultura contemporanea. Tra i capolavori ci sono le opere dei più grandi maestri del’900, da Kengiro Azumo a Giacomo Mansù, da Arnaldo Pomodoro fino a Fausto Melotti.
Se avete ancora voglia di camminare percorrete tutta via San Potito. Vi lascerete alle spalle la Civita e arriverete nei Sassi dove potrete ammirare il “Complesso Rupetre Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci”. All’interno è ospitata anche la bellissima mostra dedicata a Salvador Dalì. Non perdetevela!Dove cenare?
A Matera si mangia bene un pò dappertutto. Ci sarebbero tanti ristorantini da consigliare ma nel nostro carnet di indirizzi preferiti vi segnaliamo:
Osteria MateraMì Via D’addozio, 4: Piccola e bianca. Nascosta nel cuore dei Sassi, a due passi dalla basilica di Sant’Agostino. Fra le specialità “Orecchiette al tegamino” e “Gnocchi con il baccalà”. E ricordatevi di lasciare un posticino per il tiramisù, eh?
Stano e Trattoria Lucana: Ideali per le famiglie e per coloro che volessero assaggiare tutta la tipicità lucana. L’ambiente è rustico, caldo e accogliente.
BurroSalato: via Rocco Scotellaro,7 La loro cucina è una fusion dove gli ingredienti nostrani si sposano perfettamente con quelli del territorio francese. Mon amour!
LaCola Cola e “Da Mario” Se avete voglia di assaggiare una buona pizza.
EGO,Via Tommaso Stigliani 44
Casello75, Via Fratelli Rosselli

  • 2 GIORNO

Parco Regionale della Murgia.  Forse non tutti se l’aspettano, ma Matera è anche un luogo di natura e di cose belle da fare all’aria aperta. Ideale per gli appassionati di trekking e mountain bike. Iniziate la vostra seconda giornata con una bella passeggiata nel verde della Murgia tra dirupi, torrenti e boschi attraversando anche il ponte tibetano. La Murgia è patrimonio dell’Unesco.  Inoltre è piena di grotte e siti archeologici davvero suggestivi oltre che di chiese rupestri. Non dimenticate di visitare il Villaggio Neolitico Trincerato, uno dei primi insediamenti umani risalente a diecimila anni fa.
Secret Tips: Da Piazza Matteotti parte la linea cittadina “BELVEDERE”. C’è un bus tutti i giorni ad ogni ora. L’ultimo alle 16,30.Cosa Visitare nel pomeriggio?
Se non soffrite di claustrofobia vi suggeriamo di scendere nelle viscere della città visitando “Matera Sotterranea” o “Il Palomabaro Lungo”.
-Il Palombaro Lungo: è la più grande cisterna di Matera. Profonda 16 metri. Scavata sotto la centralissima Piazza Vittorio Veneto. Fa parte, insieme alle chiese rupestri del Santo Spirito, del complesso degli Ipogei di Piazza Vittorio Veneto. Una curiosità?Matera è diventata famosa nel mondo, non per i Sassi, ma per il suo ingegnoso sistema di raccolta delle acque. Questa era infatti una zona povera di falde acquifere. Quindi l’acqua che scendeva dall’alto sottoforma di pioggia, neve o grandine era una risorsa preziosa e come tale non andava sprecata. Mediante una serie di canaletti, questa andava a confluire per tutta la città in grandi cisterne. Ed infatti ogni casa ne era provvista. (Per ulteriori approfondimenti potete visitare la Casa Cisterna, in via Bruno Buozzi)
-CASTELLO TRAMONTANO: è situato sulla collina di Lapillo e domina il centro storico di Matera. Fu fatto costruire a partire dal 1501 dal conte Carlo Tramontano, feudatario di Matera. È in stile Aragonese, con una torre centrale e due laterali più basse.
-CHIESA DI SAN Francesco D’Assisi. Tra le più belle in città. In stile tardo-barocco
-Chiesa del Purgatorio

Dove fare l’aperitivo?
Con tutto questo camminare è arrivato in un batter d’occhio l’ora dell’aperitivo. Noi amiamo questo momento. Ci mette sempre di buonumore. Ecco qualche posticino carino dove sorseggiare il vostro drink ascoltando della buona musica:
-Area8, Via Casalnuovo 15
-CHARLIE’S Speakeasy, Via Casalnuovo 14. Di questo locale ci piace tantissimo il concept design un pòbohemienne con tocchi dandy!
-MONKEY, Via Duomo 11
-AI PALMENTI, vico Purgatorio 15
-Groove, Via Roma 8
-Enoteca Tosi Via Bruno Buozzi, 12
-La Galleria di San Biagio, Via San Biagio 15
Secret Tips: Quando le temperature lo permettono, è bellissimo poter fare l’aperitivo sulla terrazza di Palazzo Gattini. Il Sasso Caveoso con la Basilica di San Pietro tutta illuminata è uno scenario che difficilmente dimenticherete!  

  • 3 Giorno

Non c’è niente di meglio che iniziare la giornata con un buon caffè da accompagnare a qualche dolcetto. Se chiedete ai materani dove fare una buona colazione la maggior parte vi indicherà sicuramente Caffetteria Schiuma. Un’istituzione in città dal 1940. Per cui voi dirigetevi in via XX Settembre al civico 10. Questa volta, però, oltre al cappuccino chiedete di assaggiare qualche delizia locale. Noi vi consigliamo gli “Sporcamuss”. Sono piccole meringhe con un cuore di mandorla. Il nome, nel dialetto locale, vuol dire “sporcaviso” perché quando si mordono queste deliziose sfogliatine alla crema si finisce inevitabilmente con il ritrovarsi il naso bianco dallo zucchero a velo di cui sono ricoperte.
Dopo una colazione così la giornata non può che può iniziare alla grande. Tra l’altro questo è il vostro ultimo giorno per cui bisogna muoversi! Direzione? Via San Biagio. Qui potrete dedicarvi anche ad un po’ di shopping visto che la strada brulica di botteghe artigiane.
DOVE FARE SHOPPING: Fermatevi da “DACIARTE”. Piatti, bicchieri, lampade e colorate mongolfiere. Le sue creazioni in ceramica sono pura poesia capaci di toccare le corde del cuore.
Da via San Biagio arriverete subito in piazza San Giovanni Battista. Davanti ai vostri occhi apparirà la bella chiesa dedicata all’omonimo Santo. Perfetto esempio di architettura medievale come dimostrano le volte a crociera. Lasciamo questa graziosa piazzetta e dirigiamoci in via Ridola per visitare altri due importanti musei:
MUSEO ARCHEOLOGICO RIDOLA. Tra queste mura sono custoditi molti reperti risalenti alla Magna Grecia
MUSEO LANFRANCHI Troverete opere di artisti della scuola Napoletana e lucana come la famosa tela di Carlo Levi “Lucania61” insieme a tante altre sue pitture.
PIAZZETTA PASCOLI Usciti dal museo Lanfranchi, sulla destra, si apre un altro meraviglioso Belvedere. Da qui potrete ammirare il Sasso Caveoso dominato dalla bella Chiesa di Santa Maria dell’Idris
-GOCCIA di AZUMA Il monumento bronzeo è opera dello scultore giapponese Kenjiro Azuma. La goccia è alta oltre tre metri e rappresenta l’acqua alla quale è legata la storia di Matera.
DOVE MANGIARE? È ora di pranzo. Segnatevi questi posticini se volete rimanere comodamente in zona.
Ristorante Sofì
Il Pettolino
Il Borghese
Focacceria 5 Lire. 

Dopo la Pausa pranzo ritornate in Piazza Vittorio Veneto. Siete stanchi di camminare? Allora è giunto il momento di un bel giro a bordo dell’Apecalessino con il quale potrete vedere le ultime cose e salutare la città dei Sassi. Chi chiamare?

APEPPECAR: Tour Panoramico- +39 320-4623871  APEPPECARMATERA@GMAIL.COM
A bordo del vostro tre ruote percorrete tutta Via Madonna delle Virtù fino ad arrivare in via Bruno Buozzi. Durante il percorso, della durata di due ore circa, il driver si fermerà per permettervi di scendere e di visitare alcuni luoghi simbolo come:
SANT’AGOSTINO: Appollaiato su di uno sperone roccioso a strapiombo sulla Gravina sorge il convento di Sant’Agostino. Un bell’esempio di architettura tardo barocca della nostra città. Adiacente al convento c’è poi un altro Belvedere. Se riuscite a farvi spazio tra l’orda di turisti che affolla la balconata potrete ammirare uno degli affacci più suggestivi di Matera oltre agli orti terrazzati.
-CASA CAVA Nato come cava di tufo, fu abbandonato per molti anni e usato come discarica. Oggi, fortunatamente, è tornato a nuova vita trasformandosi in un centro per la creatività giovanile. È l’unico centro culturale ipogeo del mondo.
-SAN PIETRO CAVEOSO: Vi lascerà senza fiato questa monumentale architettura in pietra che sembra sospesa tra cielo e terra. Costruita tra la fine del XII secolo e gli inizi del XIV secolo è dedicata ai Santi Pietro e Paolo come testimoniano le sculture nelle nicchie laterali.
-SANTA MARIA DELL’IDRIS e SAN GIOVANNI IN MONTERRONE: Interamente scavate nella roccia calcarenitica, queste due chiese rupestri si trovano al centro del Sasso Caveoso. All’interno,meravigliosi affreschi di epoca bizantina raffiguranti Santi e Madonne. È qui che termina il vostro tour dei Sassi. Non vi resta che scattare una bella fotografia dall’alto dello sperone roccioso per salutare la città, così porterete Matera sempre nel vostro cuore.Secret Tips:Vorremmo continuare il nostro lungo elenco di consigli su cosa vedere a Matera, ma probabilmente il tempo potrebbe non bastarvi. Vi lasciamo con qualche indirizzo utile per dove dormire:
Palazzo del Duca, Via del Muro, 50
HOTEL in Pietra Via San Giovanni Vecchio, 22
Dimora Centrale. Una casa di design a due passi dalla villa comunale, in pieno centro. Due camere da letto e due bagni. Cucina e living open space. Perfetta per una famiglia o per due coppie di amici. Via Pentasuglia, 27
“CHIUNQUE VEDA MATERA NON PUÒ NON RESTARNE COLPITO, TANTO È ESPRESSIVA E TOCCANTE LA SUA DOLENTE BELLEZZA”

(Carlo Levi)

PRESEPE VIVENTE La magia del Natale a Matera

<span class="entry-title-primary">PRESEPE VIVENTE</span> <span class="entry-subtitle">La magia del Natale a Matera</span>

Dicembre è da sempre il nostro mese preferito con la sua atmosfera magica che precede il Natale e i primi fiocchi di neve. Ogni anno giuriamo solennemente a noi stesse di essere più buone, di cogliere il vero spirito della festa con cuore aperto e sentimenti sinceri. Ma ogni anno finiamo risucchiate in un vortice tra mille pensieri, impegni e scadenze. Stressate dalle estenuanti sessioni di shopping che ci costringono a lunghe maratone alla ricerca del regalo perfetto che possa far felici tutti senza costringerci ad accendere un mutuo!
Ma quest’anno qualcosa è cambiato. Qualche settimana fa abbiamo ricevuto una mail con l’invito a partecipare alla X EDIZIONE DEL PRESEPE VIVENTE A MATERA. Dovremmo forse interpretare quest’evento come un segno divino che ci ha ricondotte sulla retta via? Sta di fatto che non finiremo mai di ringraziare, Orsolita e Luca, per quest’esperienza straordinaria che ci ha permesso di vivere la vera magia del Natale, abbandonando ogni frivolezza.Si tratta di una Sacra Rappresentazione Teatrale che si snoda su di un percorso itinerante che parte dal centro storico per terminare tra i Sassi del rione Barisano. In quest’occasione Matera si trasforma in una piccola Betlemme, popolata da pastorelli, artigiani, lavandaie e viandanti, mentre la Murgia fa da cornice al paesaggio della Palestina. Di sera, quando si accendono le prime luci, lo scenario è davvero suggestivo e la città vi apparirà come un presepino di pietra con tanto di stella cometa.
Sarà come viaggiare sulla macchina del tempo che vi riporterà indietro nella Giudea di duemila anni fa. Durante il percorso presepiale, della durata di due ore circa, una guida vi condurrà alla scoperta delle sei scene sacre:

1)L’Annunciazione
2) Il Mercato e Gli Antichi Mestieri
3) La Visitazione
4) Il Sinedrio
5) La Corte di Erode
6) La Natività
Il tour inizia dall’ex ospedale San Rocco, in piazza San Giovanni, dove potrete ammirare anche la mostra dei Presepi d’Italia.

Noi siamo rimaste davvero affascinate dalla bravura degli attori. Si tratta di professionisti appartenenti a diverse compagnie teatrali. Ve ne accorgerete subito dalla dizione perfetta che accompagna le loro recite. Bellissimi anche i costumi che per l’occasione sono stati gentilmente forniti da Cinecittà. Una chicca?Alcuni di questi abiti hanno vestito gli attori del kolossal Ben-Hur. Standing ovation anche anche a tutto lo staff del Presepe Vivente per la perfetta tempistica e la grande organizzazione.

Se non l’avete mai visto vi consigliamo vivamente di prenotare i vostri biglietti prima che vadano sold-out. Lontani mille miglia dal caos delle città sarete immerse nella Terra Santa, sentendovi tutt’uno con l’ambiente circostante,quasi foste anche voi dei personaggi del presepe. E di fronte alla dolcezza della Natività in grotta riscoprirete tutta la bellezza e l’emozione delle cose semplici.

Di Federica Bijno
Foto: Angela Mancini
Info e Prenotazione:
www.presepematera.it
info@presepematera.it
marketing@presepematera.it
Ex Ospedale San Rocco- Piazza San Giovanni Battista- Matera
Dal 7 dicembre al 6 gennaio 2020 (chiuso il 25 dicembre 2019 e il 1 gennaio 2020)
Tel +39 0835.339401
Cell. +39 3881935238
Cell. +39 3791561881
Cell. +39 3791561905

La Festa della Bruna di Valeria Cinnella

<span class="entry-title-primary">La Festa della Bruna</span> <span class="entry-subtitle">di Valeria Cinnella</span>

La leggenda racconta di una bellissima donna che, in un giorno d’estate, chiese ad un umile carrettiere un passaggio nella città di Matera. Prima di scendere presso l’antica chiesa di Piccianello, consegnò all’uomo un bigliettino da portare al Vescovo della città. Quando l’uomo si voltò, ella si era trasformata nella statua della Vergine.Il biglietto diceva: “Io sono la Madonna e vengo a visitare il buon popolo di Matera; voglio intrattenermi con esso. Vieni a prendermi con tutto il Capitolo ed i principi della città e portami in Cattedrale che sarà la mia casa.” Improvvisamente il carretto si era tramutato in un meraviglioso carro trionfale, su cui troneggiava la maestosa statua della Madonna, che venne portato in processione sino in cattedrale.

La mia prima Festa della Bruna? Avevo 6 anni, camminavo dando la mano al mio papà per le vie di Matera tra palloncini e luci colorate. Se chiudo gli occhi mi sembra ancora di sentire nell’aria quell’odore di zucchero filato misto a quello delle dolci caramelle vendute sulle bancarelledella città. O il suono della banda, l’allegro vociare della gente e il nitrire dei cavalli. Ricordi meravigliosi che conservo nel mio cuore e che mi hanno fatta innamorare della nostra festa patronale dedicata alla Madonna, che dal 1380, ogni 2 luglio, emoziona ogni materno e lascia a bocca aperta tutti i visitatori. Se non l’avete mai vista avete l’obbligo morale di venire qui il prossimo 2 luglio. Per noi materani questo è il giorno più lungo dell’anno:la sveglia, infatti, suona prestissimo quando la città è ancora avvolta nel buio della notte. Occorre scegliere un abbigliamento comodo, vestirsi in fretta, per prendere posto alla messa delle 5 celebrata con lo sfondo di San Francesco d’Assisi.

La gente inizia a radunarsi nella piazza antistante alla chiesa. Il sole arancio fa scendere quella gocciolina sulla fronte dei materani. Una giornata che si preannuncia calda già dalle prime ore del mattino! I Pastori, con i loro muli e le loro pecorelle, si preparano ad accompagnare il quadro della Vergine. I fedeli attraversano numerosi le vie antiche dei Sassi. Vi giuro che è uno spettacolo da togliere il fiato!

L’adrenalina che attraversa il corpo quando vengono accese le batterie dei fuochi pirotecnici è tanta. I ragazzi iniziano a correrci vicino mentre sale, sempre più, l’entusiasmo della gente che,se pur assonnata, applaude tra l’odore di polvere da sparo e carta bruciata. Ora, penserete che siamo matti qui, ma non è così! Le tradizioni dei nostri avi non si abbandonano, per noi sono come un cordone ombelicale mai tagliato. Ancora oggi basta alzare gli occhi e ammirare i balconi con le coperte e i velluti esposti in segno di festa!
Un’abbondante colazione e siamo pronti per la prossima tappa!Per i vicoli della città si incontrano i primi Cavalieri in sella ai loro destrieri ornati con tanto di nastri, fiori e pennacchi.Vanno ad incontrare il loro generale. La vestizione del sig. Tataranni, nel suo 50° anno da cavaliere, avviene presso Palazzo Lanfranchi; un rito affascinante e curato in ogni minimo particolare. Corazza, guanti e scarpe dorate riflettono le luci della sala e i flash dei fotografi, il maestoso mantello di velluto verdone e l’elmo con il pennacchio bianco adornano il Generale. L’emozione sul suo volto è visibile e contagiosa, la sala applaude e il trombettiere, altro simbolo acclamato della festa, conclude con simpatia il rito della vestizione.

Alle dodici, 80 cavalieri e 4 carrozze, trainate da meravigliosi cavalli adornati con alti pennacchi bianchi, accompagnano i componenti della curia, le statue della Madonna e del Bambinello presso la chiesa di Piccianello che nel pomeriggio saranno poste sul carro.  Alle 18 il Carro parte dal rione Piccianello per attraversare, per l’ultima volta la città. Poi sale sino in Cattedrale per lasciare la Vergine nella Sua casa, e dopo aver fatto i tre giri, riscendere in Piazza Vittorio Veneto per essere consegnato ai materani scalpitanti.Ci sono sensazioni difficili da raccontare, bisognerebbe viverle! Il rumore delle rotaie di ferro che corrono sulle chianche di via del corso ha sempre suscitato in me una grande emozione, dei brividi lungo la schiena. Così come la curiosità di scoprire se il carro arriverà integro in piazza. E poi il boato della folla quando i muli oltrepassano il Banco di Napoli. Il carro lo vedi passare davanti ai tuoi occhi, fissi gli angeli vibranti e i ragazzi pronti ad assaltarlo. In un attimo alle statue si aggiungono i corpi frenetici degli assalitori, che furiosamente “strazzano” le opere di cartapesta e i dipinti. Tutti fanno a gara per accaparrarsi il pezzo migliore!E’ un rito di buon auspicio. Una scena piena di folklore. Tra gli applausi fieri della folla che si sollevano nella piazza, i più coraggiosi passano innalzando con orgoglio i loro pezzi.La giornata termina con lo spettacolo pirotecnico! Il verde della Murgia si illumina al colore di quei fiori colorati di scintille che riempiono il cielo. E come si dice dalle nostre parti: Amogghj a mogghj all’onn c’ vaèn… che tradotto sta a significare: L’anno successivo (lo spettacolo) sarà più bello.

 

MUSMA

MUSMA

Appassionati d’arte? Benvenuti al Musma, allora!
Quello che vi sto per mostrare è il più importante museo italiano dedicato alla scultura contemporanea. Tappa obbligata per chiunque venga a visitare Matera.
Potete mancare proprio voi?

Un vero gioiello a due passi da piazza Duomo, la zona più antica e più alta della città. Una bella scoperta. Un luogo in cui perdersi per qualche ora lasciandosi alle spalle la frenesia della vita quotidiana. A tu per tu con i più grandi maestri del’900, da Kengiro Azumo a Marcello Mascherini, da Giacomo Manzù ad Arnaldo Pomodoro, fino a Fausto Melotti.

Nella splendida cornice di palazzo Pomarici sono custodite più di 400 opere tra sculture, ceramiche, medaglie, gioielli, disegni e incisioni. La storia di quest’elegante dimora è legata al nome di Cesare Pomarici, ricco notaio della provincia di Potenza, il quale nel 1682 sposò l’aristocratica materana Gaetana Firrau.
Pochi anni dopo, nel 1687, i due piccioncini acquistarono questo edificio signorile, che svetta sui tetti del Sasso Caveoso, e vissero su quei 2000 mq felici e contenti con tanto di pargoli. Praticamente due cuori e una capanna…
Ancora oggi i materani lo chiamano “Palazzo Pomarici” in onore della famiglia o “Palazzo delle cento stanze” per le sue enormi dimensioni.

Passeggiando per le sale, dei piani nobili, potrete respirare tutto il fascino delle atmosfere d’antan. Se c’era un’aristocrazia a Matera abitava qui tra i soffitti, con i bei cornicioni, e le alte finestre. Ma ritorniamo alle opere. Qui ammirerete sculture più classicheggianti.  Mi hanno colpito particolarmente le terracotte di Arturo Martini o “Il Birichino” di Menardo Rosso, del 1883. Rappresenta un bambino sorridente. Nella ricerca plastica del volto è evidente l’influenza del francese Rodin. Non trovate?

O la Donna accovacciata di Emilio Greco, costruita attraverso la linea curva. Qui è racchiusa tutta la sensualità della terra siciliana. Occhio, il materiale vi ingannerà. Sembra bronzo ma, in realtà, si tratta di gesso-patinato. Nelle altre sale ci sono sculture decisamente più moderne. Troverete opere dell’astrattismo e qualcosa della cultura sud-americana.

Ma il Musma è anche stato ribattezzato “museo dell’amicizia” perché è fatto di donazioni di galleristi. Al buon cuore dell’editore milanese Vanni Scheiwiller e della moglie Alina Kalczynska si deve la sua ricca biblioteca e molte opere d’arte. Un luogo che diventa anche degno coronamento all’incontro tra amiche. Per questo ho deciso di andare a visitarlo con la mia amica Simona. Tra l’altro, neanche ci fossimo messe d’accordo, ci siamo presentate come le gemelle Kessler, con lo stesso cappottino rosa…Ah, questione di feeling!

Dalla corte principale si accede a sette ampie grotte, interamente scavate nella roccia calcarenitica. Gli ipogei rappresentano una location davvero suggestiva dove le sculture moderne, incastonate nel tufo, sembrano pietre preziose montate su antichi monili. Qui potrete ammirare opere dell’espressionismo astratto, della scuola di New-York degli anni’30 e del 900.  Un gioco di volumi dove i pieni e i vuoti delle sculture si fondono armonicamente con quelli dell’architettura dei Sassi. Un tempo questi antichi ambienti erano utilizzati dalla famiglia Pomarici come stalle e ricovero per le carrozze, granai per la conservazione delle derrate alimentari e frantoi, come testimoniano i palmenti, le grandi vasche per la pigiatura dell’uva.

Le “Sale della Caccia” sono delle vere e proprie chicche nascoste all’interno del bel palazzotto. Tra queste antiche mura è custodita una ricca collezione di ceramiche. Guardatevi intorno e contemplate le bellissime pitture parietali settecentesche raffiguranti scene di caccia, scorci di vita bucolica e decorazione a grottesche. L’effetto Wow è garantito!

Un capitolo a parte meriterebbero i meravigliosi cancelli. Vere e proprie opere d’arte realizzate da maestranze locali su disegni di artisti.

Quando ho lasciato il Musma, un po’ ho invidiato quelli della fondazione Zétema che vivono immersi tra poesia, arte e bellezza. Beati loro!

CONTATTI
Musma
Museo della scultura Contemporanea
Via S. Giacomo, 75100 Matera
www.musma.it

GIORNI E ORARI DI APERTURA
dal 7 novembre al 14 marzo: 10.00 – 14.00 (apertura pomeridiana straordinaria: € 25,00 + Visita guidata: €25,00)
dal 1° ottobre al 5 novembre e dal 15 marzo al 31 marzo: 10.00 – 18.00
dal 1° aprile al 30 settembre: 10.00 – 14.00 / 16.00 – 20.00

Aperto dal martedì alla domenica.
Giornata di chiusura il lunedì (escluso i giorni festivi).
Il museo è chiuso il 25 dicembre, il 1 gennaio e il 2 luglio.

PINO OLIVA Una vita a colori

<span class="entry-title-primary">PINO OLIVA</span> <span class="entry-subtitle">Una vita a colori</span>

Quando mi capita di intervistare un artista, parto sempre molto entusiasta ma, anche un po’ prevenuta. Perché, diciamocela tutta, spesso artista fa rima con montato, spocchioso, arrogante, insomma un super-uomo in preda al delirio di onnipotenza, quasi fosse un Dio sceso in terra tra noi comuni mortali.
Così quando Pino Oliva ha accettato di raccontarsi per Matera Secrets si sono fatti avanti prepotenti i soliti dubbi: Chissà che tipo sarà? E se mi risponde in croce? E se è antipatico? E se mi manda via dicendo che non ho capito niente delle sue opere?
Vabbè adesso gli invio una mail e disdico tutto.
Ehi?? Sto scherzando, naturalmente!
Non è stato niente di tutto ciò.
Anzi, devo ammettere, che è bastato un suo sorriso cordiale e una stretta di mano vigorosa per farmi ricredere seduta stante. Perché chiariamo subito una cosa: Pino Oliva oltre ad essere un artista è anche un vero signore nei modi e nell’animo. Ed ora capirete perché.

Nato a Matera nel 1965. Una laurea in legge nel cassetto e un sogno. Non quello di fare l’avvocato certo, ma di seguire quel suo cuore audace e coraggioso che già sapeva bene dove condurlo. In Italia la sua fortuna è legata al fumetto; infatti, molti dei suoi racconti sono stati pubblicati su riviste nazionali. Ma lui è tanto altro: grafico, illustratore, musicista, pittore. Insomma un artista a 360 gradi.
Il fumetto è l’arte del racconto. Quindi è molto minuzioso, impegnativo come lavoro. Nella pittura, invece, io mi libero dal disegno perché le forme le imprimo con i colori.  E’ un momento di ricerca interiore. Ma pittura e fumetto sono il mio mondo. Non faccio distinzione, tutto nasce sotto il cappello della creatività”.

Se passeggiate in via Ridola fermatevi alla Galleria Opera “arte & arti” per ammirare i suoi splendidi quadri. Un’esplosione di colore, di energia, di vitalità vi travolgeranno. Scene di vita quotidiana, feste popolari, visioni oniriche. Impossibile rimanere indifferenti di fronte alle sue tele che raccontano la sacralità di Matera.


“Quando dipingo queste Madonne nere che camminano nei Sassi voglio accentuare questo senso di sacralità, di magia.  Perché  Matera è magica. Non è solo una città ma anche un luogo interiore. Introspettiva. Multiforme. Liquida. Riflette il tuo stato d’animo come uno specchio. Matera porta alla luce i tuoi sentimenti più profondi se la guardi con gli occhi del cuore”.

Pennellate di rosso, arancio, turchese e giallo tingono le tele. Perché Pino Oliva ama i colori caldi dell’estate e la magia dei cieli stellati nella notte di San Lorenzo quando l’etere brilla di desideri. Bagliori dorati ricoprono anche il corpo dei suoi personaggi sempre sospesi tra sogno e realtà. Donne e uomini accanto a finestre che si affacciano sul mondo.
“Amo moltissimo i colori. Rappresentano i nostri stati d’animo. Io ho una mission nella vita che è quella di rendere felici le persone che mi sono vicine. Attraverso i miei quadri io cerco di trasmettere serenità”.
Ve l’avevo detto che era un vero gentleman! 😉

CONTATTI
Pino Oliva
Galleria Opera Arte & Arti, via Ridola 4
Tel 0835/ 256473
www.opera.it
info@pinooliva.com
www.pinooliva.com

Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci Il complesso rupestre che affascinò Mel Gibson

<span class="entry-title-primary">Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci</span> <span class="entry-subtitle">Il complesso rupestre che affascinò Mel Gibson</span>

Succede di percorrere km e km in macchina per andare a visitare città lontane. Succede di attendere pazientemente in fila, ore ed ore, per entrare agli Uffizi di Firenze, ai musei Vaticani o al Louvre di Parigi.
Succede di comprare un biglietto aereo e volare dall’altra parte del mondo per poi millantarsi, con gli amici, dei nostri ultimi viaggi: “Caro, non sai quanto è bello il Giappone?!! E in Australia ci sei mai stato? Ma davvero non hai visto New York??!!
E così succede che facciamo tante cose ma poi non conosciamo le bellezze di casa nostra. O no?
Beh, non so a voi, ma a me è successo proprio così. E questa è la mia storia. Vivo ormai da tre anni a Matera, ma non avevo mai visto il complesso delle chiese rupestri Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci. E devo dire che quando sono andata a visitarlo, in un pomeriggio grigio e piovoso di fine settembre, è successo che mi sono sentita terribilmente sciocca per non averlo fatto prima. (E qui un GRAZIE, grande quanto una casa, va ai miei amici Gianvito e Rossana per avermi fatto scoprire questa meraviglia).
Dunque, se venite a Matera non perdetevi assolutamente questo gioiello architettonico interamente scavato nella roccia. Si trova nel cuore della Civita, la parte più antica della città. Non andare a visitarlo sarebbe quasi un reato! E poi non dite che non vi avevo avvisato?!
Ora, se avete voglia, vi faccio dare una sbirciatina a questo luogo affascinante e misterioso in cui potrete rivivere atmosfere e suggestioni che si perdono nella notte dei tempi.

Questa che vedete è la chiesa rupestre Madonna delle Virtù risale al XII secolo ed è in stile romanico-pugliese, come racconta Valeria, la mia bravissima guida, indicandomi i capitelli e il soffitto a “schiena d’asino”.
L’ambiente umile e raccolto vi infonderà un’immediata sensazione di pace e benessere spirituale. Gli affreschi scoloriti sulle pareti, l’odore dell’umido, le rughe del tempo sui muri raccontano una storia di arte e bellezza.
Fa rabbia pensare che per tanti anni questa chiesa venne trasformata in discarica. Standing ovation, quindi, al Circolo culturale la Scaletta di Matera che nel 1967 si accorse di questa meraviglia e diede il via ai lavori di restauro!

Tramite una scalinata, posta all’esterno, si accede alla cripta di San Nicola dei Greci. Questa chiesa è ancora più antica della prima, infatti risale al IX secolo.

Qui potrete ammirare bellissimi affreschi di influenza bizantina. A me è piaciuto particolarmente quello, nell’abside sinistra, con i Santi ( Nicola, Barbara e Pantaleone). Mentre in quella di destra vi è raffigurata una Crocifissione. A voi, invece, quale piace di più?

Oltre alle due chiese, potrete visitare l’annesso monastero e degli esempi di vecchie abitazioni, comunemente chiamate case-grotta.
Il monastero risale al IX- X secolo. In un primo momento vi abitarono i religiosi ma, dopo il 1700, questi ambienti vennero utilizzati dai contadini come pagliaio e per la conservazione e produzione del vino. Il “palmento”, ovvero l’enorme vasca per la pigiatura dell’uva, che vedete nella foto qui sotto, ne è una chiara testimonianza.

Vi svelo una chicca: anche il regista americano Mel Gibson s’innamorò di questi luoghi misteriosi tanto da girare alcune scene del film “The Passion”.
Oggi il monastero ospita le opere d’arte dello scultore Novello Finotti, visibili al pubblico fino al 5 novembre. Trentotto opere in marmo e in bronzo sospese tra surrealismo e metafisica.

Il mio tour si conclude con la visita alle case-grotta con tanto di cisterne e mangiatoie. Sono esempi dell’antico abitare materano fino agli anni’50. Non tutti sanno che Matera è stata inserita nell’Unesco per il suo sistema di raccolta delle acque, come testimoniano queste antiche abitazioni interamente scavate nel tufo. L’acqua piovana veniva raccolta all’esterno. Poi tramite dei canali di “decantazione”, che servivano per purificarla, arrivava dritta dritta alla cisterna interna dove veniva utilizzata per uso domestico. Ingegnosi questi materani, no? E ora, tutti in fila a prendere il vostro biglietto al Caveheritage!!! 😉

Contatti
Cave Heritage- Arte, Cultura e Turismo
Tel: +39 3774448885
Info@caveheritage.it
www.caveheritage.it
Via Mad. Delle Virtù- Rione dei Sassi- 75110 Matera

LUCE. L’immaginario italiano a Matera

LUCE. L’immaginario italiano a Matera

Se capitate nella città dei Sassi non perdetevi assolutamente la mostra Luce. L’immaginario Italiano a Matera. Segnatelo subito in agenda e sottolineatelo con più evidenziatori, vedrete che mi ringrazierete.

Appuntamento imperdibile per gli appassionati di fotografia organizzato dalla Fondazione Sassi ed ospitato nelle stanze dell’ex-ospedale San Rocco fino al 15 settembre.

Un nostalgico viaggio indietro nel tempo tra filmati, vecchie fotografie, documentari, cinegiornali che raccontano la storia del nostro Paese dagli anni’20 fino al boom-economico.

Album di ricordi da sfogliare con la mente per ripercorrere insieme il biennio fascista raccontato dai documentari dell’istituto Luce, dalla propaganda politica e dai cine-giornali dell’epoca.

Vi è anche una sezione interamente dedicata alla città di Matera che si apre con un video del regista Marcellini, uno spaccato di vita quotidiana nei Sassi. Poi, ci sono le riprese dall’alto in elicottero dove la città pare un alveare di pietra ed i filmati in bianco e nero della visita di De Gasperi con la consegna delle cinquanta case nel borgo La Martella fino alle processioni per la festa patronale della “Madonna della Bruna” del 1935.

Confesso di essermi emozionata a guardare quell’Italia che ormai non esiste più se non sui libri di storia o nei ricordi di qualche nonno. Una cartolina ingiallita dal tempo, popolata da contadini, massaie e bambini che giocavano scalzi per le strade. Ho respirato quell’aria genuina di un Paese agricolo che non aveva ancora conosciuto la modernizzazione. Un Paese, dove le fontane diventavano un luogo di conversazione perché le attese di quelle donne, in fila con l’anfora sulla testa, erano lunghe e pazienti. Un Paese, dove la sera ci si sedeva con i vicini a guardare in televisione Mike Buongiorno con il suo Rischiatutto. Un Paese in cui la gente non aveva lo sguardo perennemente fisso sul cellulare, ma aveva ancora la curiosità di guardarsi attorno, di ascoltare le conversazioni altrui, ma soprattutto di guardare in faccia chi stava seduto accanto.

Non aggiungo altro. Vi lascio alla dolcezza di queste immagini.

Si ringrazia per la collaborazione fotografica, Marianna Altieri

LUCE. L’IMMAGINARIO ITALIANO A MATERA

Fondazione Sassi Via San Giovanni Vecchio, 24
Ex Ospedale San Rocco Via San Biagio 31
Fondazionesassi.org
Tel: 08351950111

Dal 01 Giugno al 15 Settembre

Lun-dom-Festivi 10:00-13:00  / 15:00-20:00

La festa della Bruna

La festa della Bruna

Il 2 luglio è stato un giorno importante per i materani che hanno festeggiato la Madonna della Bruna, la Santa protettrice.

La tradizionale festa Patronale, che mescola sacro e profano, è un evento molto atteso. La città si sveglia prestissimo. Infatti, già dalle prime ore del mattino, sotto un cielo ancora rosato, si svolge lenta la processione dei pastori, in cui il quadro della Vergine viene condotto per le chiese del sasso Caveoso e Barisano tra le batterie delle polveri da sparo.

Questo è il giorno più lungo per Matera, ma anche quello più sentito e vissuto, che si conclude con il tradizionale “strazzo”, ovvero lo sfascio al carro di cartapesta. Ogni anno i materani ne realizzano uno nuovo, così come narra la leggenda del conte Tramontano il quale prometteva alla cittadinanza tutto il necessario per la sua realizzazione in onore della Santa Patrona.

Uno spettacolo poco adatto a chi teme di essere coinvolto in una rissa e soffre di demofobia 😉

Migliaia di materani assalgono il carro, come formiche, desiderose di portare a casa anche un pezzo solo di qualche statuina come segno benaugurante.

Un copione che ogni anno si ripete sotto gli occhi increduli (e forse anche un po’ spaventati) di molti turisti che assistono per la prima volta, ma che ha sempre un certo folklore.

Tra luminarie colorate, musica, risate, bancarelle, palloncini, giostre e l’immancabile profumo di caramelle e zucchero filato, la festa continua. Fiumi di persone affollano le vie del centro storico per poi ritrovarsi tutte con il naso all’insù …Grandi e piccini ad ammirare lo spettacolo dei fuochi d’artificio. Una pioggia di stelle filanti verdi, gialle, rosse e blue illuminano nella notte più lunga dell’anno il bellissimo paesaggio dei Sassi di Matera.

CONTRIBUTOR

Flavia Carbone

C’era una volta Matera

C’era una volta Matera

In un mondo sempre più frenetico e globalizzato esiste ancora un posticino che incanta per la sua purezza e autenticità, per la sua silenziosa bellezza, un posto dove nelle calde sere d’estate è ancora possibile ammirare tutto lo splendore di un limpido cielo stellato.
Sto parlando di Matera, città che amo intensamente e in cui ho la fortuna di vivere, una tra le più antiche al mondo, abitata sin dal Neolitico. La prima volta che la vidi mi parve una piccola Gerusalemme bianca con le sue casette basse e le stradine in pietra. Impossibile non rimanere colpiti dalla luce e dall’intensità dei suoi colori in uno scenario scolpito dal tempo.

Ho deciso di partire da qui e di dedicare il mio primo post alla sua storia. Una storia che nella povertà e nella sofferenza trova la forza e il coraggio del suo riscatto.

C’era una volta Matera… la Cenerentola del Mezzogiorno, umiliata e denigrata a Vergogna Nazionale. Nel dopoguerra è uno dei luoghi più poveri d’Italia come ci racconta lo scrittore Carlo Levi nel suo libro Cristo si è fermato ad Eboli.

Ma quanto poteva essere dura la vita nei Sassi?

Qualcuno li paragonò ad un girone dantesco, altri ad una casba precipitata in una voragine, altri ancora ad un ruvido presepe napoletano. La vergogna nazionale viveva in case scavate nel tufo, senza luce e acqua corrente, con galline e muli come coinquilini e malattie infettive che si propagavano da grotta in grotta. Gli abitanti dei Sassi erano quasi tutti contadini, gente onestissima e schietta, abituata a lavorare duramente. Un mondo semplice e limpido ma in contrasto con la civiltà del XX secolo.

Matera diviene la pietra dello scandalo, l’esempio per gli americani per utilizzare il piano Marshall italiano. Così, dopo il decreto firmato da De Gasperi nel 1954, il cuore di Matera viene svuotato della sua gente. Nascono tre nuovi quartieri, piccoli borghi ai margini della città vecchia dove vengono edificati case e alloggi popolari. I Sassi restano lì, disabitati per decenni, immobili e ripudiati a raccontare la loro storia ad un mondo che non la vuole ascoltare. Se per i giovani fu facile voltare pagina e ricostruirsi una nuova vita, per gli anziani il passaggio dalle vecchie dimore di tufo agli appartamenti nuovi di zecca fu molto difficile e sofferto.

Ma i sociologi misero in luce anche aspetti positivi della vita nei Sassi come l’assenza di criminalità e lo spirito di solidarietà che univa la gente: un bambino ammalato diventava figlio di tutti. Si scoprì tra le grotte un patrimonio di saggezza contadina fatta di antiche tradizioni.

Il riscatto vero e proprio per Matera arriva con il cinema che si accorge della sua bellezza e la fa conoscere al mondo intero. Dal “Vangelo secondo Matteo” di Pasolini, a “The Passion” di Mel Gibson fino all’ultimo Kolossal “Ben Hur”.Questo paesaggio lunare ed incontaminato, privo di segni di modernità, ha stregato tanti registi colpiti dalla sua magia e spiritualità. Matera presta il suo volto alla Terra Santa divenendo il teatro della vita di Gesù e i Sassi si trasformano nel primo presepe della storia del cinema.

Matera non soltanto è riconosciuta Patrimonio Unesco nel 1993 ma viene anche proclamata Città della Cultura Europea per il 2019. Alla faccia di quanti la definivano vergogna nazionale! 😉

Ma la strada è ancora lunga…. Matera può essere il riscatto del sud, perché può stravolgere tanti di quegli stereotipi e di quei pregiudizi, tante di quelle nostre indolenze.

Non spetta solo allo Stato ma a tutti i cittadini (ognuno nel suo piccolo) dare il proprio contributo per approfittare di questa circostanza e per ridisegnare il proprio ruolo nel Mezzogiorno. Io ho deciso di mettermi in gioco, e tu? 😉 

 

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