Il Baule dei Sogni Tutte pazze per lo Shabby-chic

<span class="entry-title-primary">Il Baule dei Sogni</span> <span class="entry-subtitle">Tutte pazze per lo Shabby-chic</span>

Oggi vi voglio raccontare la storia di Claudia, la geometra con la grande passione per l’arredo d’interni. Tutto comincia da un sogno, quello di aprire un negozio per la casa che rispecchiasse i suoi gusti e la sua personalità dolcemente sognate.

“Sono cresciuta in una famiglia dove regnava l’armonia, con due sorelle più grandi di me, con le quali ho avuto un bellissimo rapporto. Per me casa è questo, per me casa è amore”.

Ma si sa che i sogni non sono sempre facili da realizzare e, infatti, Claudia all’inizio si scontra con delle difficoltà ma poi, grazie al sostegno morale dei suoi cari che la incoraggiano ad andare avanti e a non arrendersi, riesce nell’ottobre del 2016 a coronare il suo grande sogno. Nasce così l’atelier “Il Baule dei sogni”, interamente dedicato all’home decor. Lo stile è quello Shabby-chic con i suoi delicati colori pastello e le forme arrotondate.
“Mi piacciono gli oggetti o i mobili che hanno un’anima, una storia da raccontare, capaci di regalarti emozioni solo guardandoli”, spiega Claudia abbozzando un timido sorriso.
Un ambiente fiabesco in cui trovano posto tenere bambole di pezza, tovaglie di cotone, tazze e tazzine, morbidi cuscini, lampade, ceste di vimini, mobili e tanta altra oggettistica dal sapore vintage. Io me ne sono innamorata follemente, complice anche il profumo d’ambiente “Melagranata”, una fragranza dolce al punto giusto e mai invadente.

Occhi a cuore poi davanti alla mise en place curata dalla proprietaria e dall’aria decisamente vacanziera realizzata sui toni del bianco e dell’azzurro mare (chi mi conosce bene sa che ho un debole per le tavole ben apparecchiate!!!)
Un mondo tutto pizzi e merletti che ricorda, a tratti, quello delle nostre nonne. Il sogno di Claudia si è perfettamente realizzato. Vi lascio alle foto…io corro a prendere quel servizio di piatti che avevo adocchiato stamane! 😉

Contatti:

Via Lanera, 33 Matera
ilbauledeisogni@virgilio.it
cell. 3286993746

Le Opere di Pietro Gurrado

Le Opere di Pietro Gurrado

Ho avuto la fortuna di conoscere lo scultore Pietro Gurrado una calda mattina di Giugno. Appuntamento nel suo piccolo laboratorio tra bozzetti, barattoli e pennelli.

“Entra pure, ti stavo aspettando!” mi dice con fare amichevole mentre era intento ad incartare una statuina per una cliente.

Appena varcata la soglia di ingresso entro in un mondo popolato da coloratissime sculture in terracotta: donne con il bambino, lavandaie, panettieri, fabbri, artigiani, conciapiatti. I personaggi di Pietro Gurrado raccontano delle storie provenienti dall’antico mondo popolare. Nei volti di questa povera gente una grande carica espressiva, una nobiltà concettuale espressa dal desiderio di rivendicare la propria libertà, un concetto fondamentale per l’artista.

Poveri anche i materiali che utilizza: la terracotta in primis, la cartapesta, il tufo o la pietra perché mi spiega: “Non mi piacciono i materiali che brillano come l’oro o la ceramica preferisco ricercare l’eleganza nella forma che imprimo alle mie creazioni”.

Inutile dire che in città tutti conoscono le sue opere, motivo di grande orgoglio e fama a livello mondiale. L’arte di Pietro Gurrado è legata alla sua terra: “La lucanità è discrezione, magia, silenzio e dignità della povertà “ afferma spalancando i grandi occhi azzurri.

Alla base della filosofia di Gurrado il desiderio di libertà che ritroviamo in tutte le sue creazioni come “Strega ballerina” o le “Fate Scapigliate” dai capelli turchini e le mani in un’antica posizione di preghiera. Sono donne libere, moderne e in qualche maniera trasgressive.

 

Per l’artista la libertà è legata alla ricerca individuale, alla sperimentazione. E’ una vera e propria conquista che passa attraverso un lungo percorso introspettivo. I desideri hanno un ruolo fondamentale verso il raggiungimento di questa meta. L’atto stesso di desiderare qualcosa ci fa capire chi siamo, cosa vogliamo, cosa ci fa stare bene. Naturalmente la loro realizzazione non è sempre facile, anzi passa attraverso momenti di grandi difficoltà. Si cade ma s’impara a rialzarsi, a combattere, perché per arrivare ad essere liberi ci vuole tanta forza e coraggio. Nelle opere di Gurrado sono racchiuse tutte le nostre emozioni, i nostri sogni, la nostra continua ricerca. Starei ore a parlare con Pietro ma è giunto il momento di andare. Vi lascio con una sua frase : “Nella vita ciò che porta fortuna, è quello che ti fa star bene”! Oltre che scultore anche filosofo il nostro Gurrado! 😉

 

Contatti
Pietro Gurrado
Via Duomo, 3/5
Via delle Beccherie, 42
www.pietrogurrado.com
info@pietrogurrado.com

Dedalo

Dedalo

Si narra che dopo un lungo e periglioso viaggio condotto sulle onde del vento, arrivò qui un uomo stanco nelle membra ma forte nell’anima che grazie al suo ingegno e alla sua fede, avendo deciso di metter termine al suo peregrinare, iniziò a costruire la sua dimora”.

Leggo questa frase sul menù di Dedalo, una sera mentre ero a cena con amici. Iniziamo ad interrogarci su chi fosse quell’uomo e così incuriosita chiedo informazioni a Pietro, il gentilissimo titolare. Ci spiega che il personaggio in questione s’ispira chiaramente al mito di Dedalo (da cui prende il nome anche il ristorante) il celebre architetto ateniese al quale il re cretese, Minosse, chiese di progettare un labirinto dove rinchiudere il Minotauro, l’orribile mostro con il corpo di uomo e la testa di toro.

Ed in effetti in tutto il locale è evidente il legame con la mitologia greca: dalla conformazione labirintica alle sculture di Proserpina e Bacco fino ai 300 metri del filo rosso di Arianna che si snoda sul pavimento.

L’arredo sobrio e raffinato non sovrasta la struttura originale, già particolare di per se. La natura rimane la protagonista indiscussa, così come nelle intenzioni del titolare, con la morbidezza del tufo e il gioco di chiaro-scuro che si viene a creare, mentre l’illuminazione moderna contribuisce ad alleggerire l’ambiente, creando un contrasto in cui vecchio e il nuovo si fondono armonicamente.

Ma veniamo alla cucina che utilizza solo materie prime e di qualità eccellente. Piatti locali rivisitati in chiave leggermente moderna dagli “Strozzapreti con battuto di cime di rapa, gamberi, vongole e passato di fave bianche” alle “Polpette di pane” di Matera servite su di un letto di fonduta di pomodorino. Tra i secondi top si classificano il “Filetto di maialino nero in crosta di pistacchio di Stigliano” e il “Filetto di manzo con crema di funghi cardoncelli” ( io l’ho provato e posso dirvi che si scioglie letteralmente in bocca!) Dulcis in fundo, è proprio il caso di dire, suo maestà lo “Choux” un mega bignè con crema chantille alla vaniglia ( solo a pensarci avverto un leggero languorino).

Ma Dedalo non finisce qui! Il locale è pensato anche per ospitare eventi come serate musicali o presentazioni di libri. Vi sono infatti due ingressi: uno conduce al ristorante e l’altro nella sala lounge dove potrete rilassarvi, sorseggiando un caffè, un thè o divertirvi con gli amici facendo un aperitivo.

Musica jazz in sottofondo, calice di vino e vi giuro che io sarei stata li per ore ed ore. Dedalo ha mantenuto la sua promessa di esperienza sensoriale da tutti i punti di vista. Per quanto mi riguarda è promosso a pieni voti e anche il personale lo stesso…di una gentilezza estrema. Credo che se Gabriele D’Annunzio fosse ancora vivo, da buon esteta qual era, un giretto da Dedalo se la sarebbe sicuramente fatto 😉 E se anche voi siete degli amanti del bello segnatevi questo posto in agenda, vi giuro che non ve ne pentirete! 😉

Dedalo Srl

Via D’addozio 136/140

Tel 0835 1973060

info@dedalomatera.com
www.dedalomatera.com

C’era una volta Matera

C’era una volta Matera

In un mondo sempre più frenetico e globalizzato esiste ancora un posticino che incanta per la sua purezza e autenticità, per la sua silenziosa bellezza, un posto dove nelle calde sere d’estate è ancora possibile ammirare tutto lo splendore di un limpido cielo stellato.
Sto parlando di Matera, città che amo intensamente e in cui ho la fortuna di vivere, una tra le più antiche al mondo, abitata sin dal Neolitico. La prima volta che la vidi mi parve una piccola Gerusalemme bianca con le sue casette basse e le stradine in pietra. Impossibile non rimanere colpiti dalla luce e dall’intensità dei suoi colori in uno scenario scolpito dal tempo.

Ho deciso di partire da qui e di dedicare il mio primo post alla sua storia. Una storia che nella povertà e nella sofferenza trova la forza e il coraggio del suo riscatto.

C’era una volta Matera… la Cenerentola del Mezzogiorno, umiliata e denigrata a Vergogna Nazionale. Nel dopoguerra è uno dei luoghi più poveri d’Italia come ci racconta lo scrittore Carlo Levi nel suo libro Cristo si è fermato ad Eboli.

Ma quanto poteva essere dura la vita nei Sassi?

Qualcuno li paragonò ad un girone dantesco, altri ad una casba precipitata in una voragine, altri ancora ad un ruvido presepe napoletano. La vergogna nazionale viveva in case scavate nel tufo, senza luce e acqua corrente, con galline e muli come coinquilini e malattie infettive che si propagavano da grotta in grotta. Gli abitanti dei Sassi erano quasi tutti contadini, gente onestissima e schietta, abituata a lavorare duramente. Un mondo semplice e limpido ma in contrasto con la civiltà del XX secolo.

Matera diviene la pietra dello scandalo, l’esempio per gli americani per utilizzare il piano Marshall italiano. Così, dopo il decreto firmato da De Gasperi nel 1954, il cuore di Matera viene svuotato della sua gente. Nascono tre nuovi quartieri, piccoli borghi ai margini della città vecchia dove vengono edificati case e alloggi popolari. I Sassi restano lì, disabitati per decenni, immobili e ripudiati a raccontare la loro storia ad un mondo che non la vuole ascoltare. Se per i giovani fu facile voltare pagina e ricostruirsi una nuova vita, per gli anziani il passaggio dalle vecchie dimore di tufo agli appartamenti nuovi di zecca fu molto difficile e sofferto.

Ma i sociologi misero in luce anche aspetti positivi della vita nei Sassi come l’assenza di criminalità e lo spirito di solidarietà che univa la gente: un bambino ammalato diventava figlio di tutti. Si scoprì tra le grotte un patrimonio di saggezza contadina fatta di antiche tradizioni.

Il riscatto vero e proprio per Matera arriva con il cinema che si accorge della sua bellezza e la fa conoscere al mondo intero. Dal “Vangelo secondo Matteo” di Pasolini, a “The Passion” di Mel Gibson fino all’ultimo Kolossal “Ben Hur”.Questo paesaggio lunare ed incontaminato, privo di segni di modernità, ha stregato tanti registi colpiti dalla sua magia e spiritualità. Matera presta il suo volto alla Terra Santa divenendo il teatro della vita di Gesù e i Sassi si trasformano nel primo presepe della storia del cinema.

Matera non soltanto è riconosciuta Patrimonio Unesco nel 1993 ma viene anche proclamata Città della Cultura Europea per il 2019. Alla faccia di quanti la definivano vergogna nazionale! 😉

Ma la strada è ancora lunga…. Matera può essere il riscatto del sud, perché può stravolgere tanti di quegli stereotipi e di quei pregiudizi, tante di quelle nostre indolenze.

Non spetta solo allo Stato ma a tutti i cittadini (ognuno nel suo piccolo) dare il proprio contributo per approfittare di questa circostanza e per ridisegnare il proprio ruolo nel Mezzogiorno. Io ho deciso di mettermi in gioco, e tu? 😉 

 

Giardini di Pietra: Slow living in Matera

Giardini di Pietra: Slow living in Matera

Svegliarsi lontano dal caos e dallo stress delle metropoli, lontani dai rumori del traffico e delle auto. Spalancare la finestra e godersi lo splendido panorama che affaccia sui tetti di Matera tra i rintocchi di un vecchio campanile e il cinguettio degli uccellini.

Un sogno? No, è il B&b “Giardini di Pietra” a due passi dalla Cattedrale proprio nel cuore della Civita, la parte più antica della città.

Un luogo meraviglioso che ha tutto il sapore di un eremo nascosto, in cui rifugiarsi quando si ha voglia di staccare la spina. Appena varcata la soglia d’ingresso si accede ad un piccolo chiostro interno di epoca rinascimentale; ed è come entrare in una dimensione unica, diversa, dove tutto sa di coccole e relax.

Ed è proprio qui che veniamo accolte da Federico, il titolare della struttura, un ragazzo simpaticissimo che ci racconta l’affascinante storia di questa antica dimora risalente al 1400 anche se in alcuni punti è addirittura di epoca romana. Il palazzo era di proprietà della blasonata famiglia Firrao-Cipolla, nobili spagnoli, poi sequestrata dal conte Tramontano per la sua posizione strategica che permetteva un’ottima difesa da eventuali attacchi nemici. Vi è anche una leggenda che narra di un tunnel che il conte avrebbe fatto scavare per collegare il palazzo Firrao-Cipolla al castello della città di Matera, tunnel di cui si sarebbe potuto servire per mettersi in salvo in caso di pericolo. Realtà o immaginazione? La vicenda resta avvolta da un velo di mistero. Nel 1990 circa la dimora venne restaurata ed abitata dall’archietetto lucano, Pietro Laureano. E’ merito suo se Matera è stata riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Il silenzio e la quiete fanno da cornice a questo piccolo paradiso dello slow-living. Le stanze arredate con molto gusto e cura dei dettagli ( merito della sorella e della madre di Federico appassionate di interiors design) sono scavate nel tufo e rappresentano il perfetto esempio della sostenibilità e del vivere ipogeo. Al loro interno troneggia un letto a baldacchino bianco che ci fa venire un’immediata voglia di tuffarvicisi sopra…I colori talcati dei panna, dei beige e degli ecrù trasmettono un’immediata sensazione di pace e di benessere. Molto particolare la pavimentazione in cotto a spina di pesce che vanta ben 315 anni!!!

Da non perdere l’affaccio sulla terrazza dove potrete ammirare il suggestivo panorama del Sasso Barisano. A pochi passi dai “Giardini di Pietra” potrete visitare il Musma, il più importante Museo di scultura Contemporanea in Italia, il Duomo e il Castello Tramontano.

Se poi, come me, siete amanti delle colazioni luculliane questo è il posto che fa per voi! A parte la bellezza della sala, in cui è servita la colazione, interamente scavata nella roccia ma poi qui troverete ben tre tavoli con bibite e bevande, dolci fatti in casa come torte e crostate, frutta fresca e infine il salato con prosciutti, tartine, formaggi e prodotti locali…Un risveglio, insomma, che vi fornirà energia a sufficienza per affrontare il vostro tour nei Sassi! E non fatevi spaventare da qualche kilocaloria di troppo…che sarà mai?!! 😉 Vi assicuro che con tutte quelle salite e discese di km ne macinerete davvero tanti. Piuttosto non dimenticate di mettere un paio di scarpe comode in valigia…eh?!! 😉

Sala colazione

Giardini di Pietra

Via Gradoni Duomo, 16 Matera

Info@giardinidipetra.com

Tel. 0835/332090

Cell. 393/8992208

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