PINO OLIVA Una vita a colori

<span class="entry-title-primary">PINO OLIVA</span> <span class="entry-subtitle">Una vita a colori</span>

Quando mi capita di intervistare un artista, parto sempre molto entusiasta ma, anche un po’ prevenuta. Perché, diciamocela tutta, spesso artista fa rima con montato, spocchioso, arrogante, insomma un super-uomo in preda al delirio di onnipotenza, quasi fosse un Dio sceso in terra tra noi comuni mortali.
Così quando Pino Oliva ha accettato di raccontarsi per Matera Secrets si sono fatti avanti prepotenti i soliti dubbi: Chissà che tipo sarà? E se mi risponde in croce? E se è antipatico? E se mi manda via dicendo che non ho capito niente delle sue opere?
Vabbè adesso gli invio una mail e disdico tutto.
Ehi?? Sto scherzando, naturalmente!
Non è stato niente di tutto ciò.
Anzi, devo ammettere, che è bastato un suo sorriso cordiale e una stretta di mano vigorosa per farmi ricredere seduta stante. Perché chiariamo subito una cosa: Pino Oliva oltre ad essere un artista è anche un vero signore nei modi e nell’animo. Ed ora capirete perché.

Nato a Matera nel 1965. Una laurea in legge nel cassetto e un sogno. Non quello di fare l’avvocato certo, ma di seguire quel suo cuore audace e coraggioso che già sapeva bene dove condurlo. In Italia la sua fortuna è legata al fumetto; infatti, molti dei suoi racconti sono stati pubblicati su riviste nazionali. Ma lui è tanto altro: grafico, illustratore, musicista, pittore. Insomma un artista a 360 gradi.
Il fumetto è l’arte del racconto. Quindi è molto minuzioso, impegnativo come lavoro. Nella pittura, invece, io mi libero dal disegno perché le forme le imprimo con i colori.  E’ un momento di ricerca interiore. Ma pittura e fumetto sono il mio mondo. Non faccio distinzione, tutto nasce sotto il cappello della creatività”.

Se passeggiate in via Ridola fermatevi alla Galleria Opera “arte & arti” per ammirare i suoi splendidi quadri. Un’esplosione di colore, di energia, di vitalità vi travolgeranno. Scene di vita quotidiana, feste popolari, visioni oniriche. Impossibile rimanere indifferenti di fronte alle sue tele che raccontano la sacralità di Matera.


“Quando dipingo queste Madonne nere che camminano nei Sassi voglio accentuare questo senso di sacralità, di magia.  Perché  Matera è magica. Non è solo una città ma anche un luogo interiore. Introspettiva. Multiforme. Liquida. Riflette il tuo stato d’animo come uno specchio. Matera porta alla luce i tuoi sentimenti più profondi se la guardi con gli occhi del cuore”.

Pennellate di rosso, arancio, turchese e giallo tingono le tele. Perché Pino Oliva ama i colori caldi dell’estate e la magia dei cieli stellati nella notte di San Lorenzo quando l’etere brilla di desideri. Bagliori dorati ricoprono anche il corpo dei suoi personaggi sempre sospesi tra sogno e realtà. Donne e uomini accanto a finestre che si affacciano sul mondo.
“Amo moltissimo i colori. Rappresentano i nostri stati d’animo. Io ho una mission nella vita che è quella di rendere felici le persone che mi sono vicine. Attraverso i miei quadri io cerco di trasmettere serenità”.
Ve l’avevo detto che era un vero gentleman! 😉

CONTATTI
Pino Oliva
Galleria Opera Arte & Arti, via Ridola 4
Tel 0835/ 256473
www.opera.it
info@pinooliva.com
www.pinooliva.com

ANTICA FORNERIA DI NONNA SESELLA I sapori della tradizione

<span class="entry-title-primary">ANTICA FORNERIA DI NONNA SESELLA</span> <span class="entry-subtitle"> I sapori della tradizione</span>

Confesso che mi ha sempre divertita mettermi a pasticciare ai fornelli e quando ho un po’ di tempo amo sperimentare nuove ricette scovate sul web. Ma tra i mille impegni di ogni giorno non sempre mi è possibile. Ventiquattrore non bastano mai anche se ce la mettiamo proprio tutta ad incastrare: lavoro, casa, marito, bambini, commissioni varie, appuntamenti, corso di inglese, pilates e quel famoso caffè con quell’amica che non vediamo da una vita ma che puntualmente rimandiamo. La verità è che di ore ne servirebbero almeno quarantotto per riuscire a far tutto senza collezionare sensi di colpa! Non è vero??!! Siate sincere! Così anche quelle famose ricette che dovevo provare rimanevano in stand-by e nel piatto finiva sempre la solita minestra.

Ma da quando ho scoperto, Sesella, la mia vita è cambiata. Posso finalmente dire di aver svoltato. Porto a tavola solo piatti da Wow!…l’hai fatto tu?!!! Come la gustosissima parmigiana o le buonissime orecchiette con il ragù.Per cui nelle giornate super incasinate o ogni qual volta in testa vi ronzerà  questo pensiero: e oggi, che cosa preparo? Non affannatevi.
Non fate le wonder- woman. Ricordate solo questo nome: S E – S E – L L A.

L’antica forneria di nonna Sesella è un take-away con piatti tipici della tradizione lucana da gustare direttamente li, per un pranzo smart o da asporto. Qui tutto sa di casa, di cibi buoni e genuini, di pane appena sfornato. Dietro al progetto Nicola, la sua famiglia e un antico ricettario dove nonna Francesca, detta Sesella dai nipoti, annotava tutte le sue prelibatezze. Una cucina alla quale, ancora oggi, tutta la famiglia è rimasta fedele e che profuma di ricordi: di pranzi domenicali, di grandi e piccini riuniti attorno ad un tavolo, di allegria, di chiacchiere, di spensieratezza, di calore, di casa ma soprattutto delle cose preparate con amore amore dalla nonna Francesca.

Imbattibile la sua parmigiana, inutile provare a farne una più buona! O la focaccia di semola, rimacinata di grano duro, 100% lucana e condita con patate e pomodorini. O la Stirata, una pizza digeribilissima, con farina di tipo 1 macinata a pietra.

E che dire dei dolci? Un tripudio di torte e crostate fatte in casa. Chiedete di assaggiare il Calzoncello, un buonissimo biscotto ripieno di marmellata. Vi leccherete i baffi! 😉

Ma prima di uscire, da questo delizioso forno provenzale, non dimenticate di fare scorta di prodotti tipici lucani come taralli, biscotti, pasta. Tutti con l’antico marchio di fabbrica nonna Sesella.
Ora ditemi, poteva Matera Secrets non condividere questo indirizzo con voi?

CONTATTI
SESELLA
Via TOMMASO  STIGLIANI,82
MATERA (MT) CAP 75100
www.nonnasesella.it
Fb anticaricettadinonnasesella
Tel +39 0835331474

CREA CHE RICREA L’arte dell’intrecciare fili

<span class="entry-title-primary">CREA CHE RICREA</span> <span class="entry-subtitle">L’arte dell’intrecciare fili</span>

Crea che Ricrea è un piccolo laboratorio artigianale nascosto, in un dedalo di stradine, nel cuore dei sassi di Matera. In questo mondo magico fatto di ferri e gomitoli di lana la signora, Angela Ramundo, detta Lina, insegna a lavorare a maglia da oltre trent’anni.

Questa arzilla nonnina è energia allo stato puro tanto che tutte le sue clienti la adorano e sono diventate sue amiche.
“Se tu crei, ti ricrei. Ovvero rinasci. Scopri altre parti di te. Ho 68 anni e mi sento giovane. Ho ancora tanti sogni, tanti progetti da realizzare”.

Ci si incontra tre volte alla settimana al Filo Cafè, uno spazio ricavato all’interno del negozio.

Qui s’impara l’arte dello sferruzzo, dell’uncinetto, del lavorare la lana, insomma, tra chiacchiere, risate e tazze di caffè.
S’inizia con il “punto legaccio” che è la base dell’arte del filato con il quale s’impara a tenere bene tra le mani i ferri del mestiere. Per poi avanzare di livello e proseguire con il punto riso, punto treccia, maglia rasata, costa inglese…

Se l’idea di mettervi a sferruzzare vi piace ma pensate di avere la manualità di un elefante, se avete sempre desiderato imparare ma non avete una nonnina a disposizione ora è arrivato il momento di provarci, mie care ragazze! D’altronde il proverbio dice: Impara l’arte e mettila da parte, no?
Mettetevi comode e armatevi di buona volontà che al resto ci pensa la signora Lina.
“Le cose fatte a mano raccontano una storia, trasmettono calore ed emozioni. E poi vuoi mettere la soddisfazione di poter dire: questo l’ho fatto io?!”

Datele un gomitolo e dei ferri e questa donna dalle mani di fata vi creerà delle meraviglie. D’altronde basta guardarsi attorno per rimanere incantate: sciarpe, guanti, cappelli, mantelle, abiti da sogno, cuscini e coperte lavorati all’uncinetto, vestiti per bambini, tenerissimi giocattoli di lana, borse e borsette e chi più ne ha più ne metta. Il tutto in un’ambiente interamente scavato nella grotta che rende il posto ancora più unico.
“Non ho mai avuto paura di essere copiata perché quando un capo è terminato per me è finito. E ho già in mente un’altra cosa.”

E io, che naturalmente le mani di fata non le ho mai avute ma bucate si, potevo non comprare nulla?!! Certo che no…così mi sono accaparrata questo cardigan morbido e avvolgente di un bellissimo rosso melagrana. Vi piace?

Già m’immagino in quelle domeniche di pioggia autunnali, seduta sulla poltrona accanto alla finestra, avvolta nel mio cardigan di lana rossa, mentre lavoro a maglia sgranocchiando brownies al cioccolato. E se anche a voi è venuta voglia di sferruzzare vi lascio qui sotto tutti i contatti e i giorni dei corsi! 😉

CONTATTI

 Crea che Ricrea
Via Rosario 31/32 (Sasso Barisano)
75100 Matera (Mt)
0835 680279 – +39 3293655168
Youtube la sposa in filo
Angela.ramundo@yahoo.it
www.creachericrea.wordpress.com

Orari corsi
Lun-merc-ven  dalle 16 alle 19,30

The Orangery Va' dove ti porta il cuore

<span class="entry-title-primary">The Orangery</span> <span class="entry-subtitle">Va' dove ti porta il cuore</span>
Ingresso -The Orangery
Ingresso -The Orangery

Ci sono posti che nel corso della vita diventano luoghi del cuore. Martine Greslon il suo angolo di mondo l’ha trovato a Tursi, tra le casette di pietra che si arrampicano sulla collina e i filari di alberi d’arancio.
Un piccolo paesino della Basilicata, in provincia di Matera, famoso per il suo quartiere la “Rabatana”, ovvero luogo dove vi si insediarono gli arabi, e per le coltivazioni di agrumi. Un luogo romito che ha fatto letteralmente innamorare questa bella signora inglese, dai capelli color mandarino e la pelle di porcellana, tanto da decidere di lasciare la sua Inghilterra per trasferirsi li. “Ho pensato di essere stata un’italiana in una mia vita passata”, racconta, mentre tamburella le unghie laccate di rosso sul tavolo della cucina.

Stanca del caos e della frenesia di Londra, Martine inizia a sognare una vita diversa fatta di natura, di pace, di relax, di colori vitaminici, di cibi genuini, di gente semplice e di profumi.
Da questo desiderio, dal coraggio di seguire il proprio cuore senza pensare alle conseguenze, prende forma The Orangery”, un meraviglioso Bed and breakfast immerso nel verde della campagna lucana. Un paradiso dello slow-living che ha tutta la fragranza dei fiori di bergamotto.

Bagno - The Orangery
Bagno – The Orangery
The Orangery
The Orangery

Se sentite di avere le pile scariche, se cercate un rifugio lontano dal caos e dallo stress, in cui molto spesso le grandi città ci costringono, questo è il posto che fa per voi. Nel silenzio della natura vi capiterà di ascoltare solo il canto del gallo, il cinguettio o i rintocchi di un vecchio campanile.
“The Orangery” è come il giardino delle meraviglie di Alice. Un luogo dove la natura, il silenzio e la quiete fanno da cornice ad una serenità che questa romantica anima inglese è riuscita a creare.

Scorcio Tursi
Scorcio Tursi

“Qui non c’è tv, né internet. E’ una mia scelta: una digital detox. Desidero che i mei ospiti s’immergano completamente nella natura, che pranzino senza guardare la televisione. Il telegiornale racconta sempre le stesse cose. Porta negatività in casa.”

L’ambiente variopinto ricorda un po’ la casa delle bambole. Pezzi vintage e shabby-chic si mescolano in un caleidoscopio di colori che ben riflettono la personalità eclettica della proprietaria. Il suo amore per questo posto si evince dalla grande cura con cui Martine sceglie ogni singolo pezzo d’arredo.

Una vita di campagna in cui Miss Greslon prepara per la colazione dei suoi ospiti: biscotti, torte, crostate fatte in casa e deliziose marmellate biologiche (durante l’intervista mi ha offerto i suoi biscotti alla mela ed erano talmente buoni che me li sono spazzolati in un nanosecondo!! Eheheh Ragazza golosa!).
Per chi lo desidera, poi, vengono organizzati anche corsi di cucina con piatti della tradizione italiana o inglese. Grande cura nella scelta delle materie prime: soltanto frutta e verdura di stagione, fresche e rigorosamente a Km zero.

“Questa è la parte più bella della mia vita. Sento di aver fatto la scelta giusta seguendo il mio cuore. Sono felice. Grazie al mio lavoro conosco gente che proviene da tutte le parti del mondo. La mattina esco sul mio balcone, osservo la natura e rimango senza parole. Nei freddi pomeriggi autunnali accendo la mia stufa, mi siedo accanto alla finestra in compagnia di un buon bicchiere di vino e trovo la mia pace”. 

Non vi sembra il racconto di un luogo incantato?
Martine, io mi trasferisco qui. Così m’insegni a preparare il porridge! 😉

CONTATTI
Martine Greslon-Collins
The Orangery Retreat
martinegreslon@gmail.com
www.theorangeryretreat.com
(0039) 342 5758723

Vicolo13 Tendenze moda

<span class="entry-title-primary">Vicolo13</span> <span class="entry-subtitle"> Tendenze moda</span>

Ormai siamo ritornati tutti in città e abbiamo archiviato, da un bel pezzo, le vacanze estive. Così, le passeggiate a piedi nudi sulla sabbia, l’odore dei solari al cocco sulla pelle, i tuffi nel mare blu, i baci sotto le stelle sono solo un lontano ricordo.
Ma suvvia, non facciamo le nostalgiche! Perché anche l’autunno ha il suo fascino, vero? Le prime pioggerelline, un tappeto di foglie secche sotto gli stivaletti di gomma, le tisane calde, i cardigan avvolgenti e… lo Shopping!!
Perchè cosa c’è di più gratificante, per noi ragazze, del gironzolare per negozi alla scoperta delle tendenze della nuova stagione?!! 😉 Ditemelo, ditemelo…
Se poi, come me, il negozietto carino carino lo avete proprio sotto casa e la proprietaria è pure una vostra cara amica. Beh, il danno è fatto…

Ladies e gentleman vi presento Giovanna, la titolare, di Vicolo13. Questa meravigliosa boutique che ogni mattina mi tiene con gli occhi incollati alla vetrina per me è un richiamo più forte delle sirene di Ulisse tanto che il povero Giuseppe (il mio ragazzo) è costretto a trascinarmi di forza per il bavero della giacca.
Vicolo13 è un mix di capi romantici ma grintosi. Originali e spiritosi proprio come Giovanna e decisamente in linea con il mio mood.
La storia di questa bella fanciulla racconta di un grande amore per il mondo della moda, nato fin da quando era bambina e si divertiva a vestire le sue barbie con gli outfit che lei stessa creava.
“Io un giorno aprirò qualcosa di mio. Qualcosa che mi rappresenti”. Detto, fatto. Nel novembre 2015, grazie anche al sostegno della tenace zia Brunella, Giovanna realizza il suo grande desiderio. Nasce Vicolo13 e da quel momento per la mia carta di credito è stata la fine!!! 😉

Cristina Gavioli, Tolerance, Macrì, Olivia Hops tutti brand che ricercano l’originalità dei capi oltre alla grande attenzione per la qualità dei tessuti, 100% made in Italy. Se ancora non li conoscete, che cosa aspettate ad entrare in negozio? Ecco a voi alcune tips della nuova stagione…Prendete nota! 😉
La moda di quest’anno dice no al minimal in favore di tutto ciò che è opulento, sfarzoso, barocco. Via libera, quindi, a maxi spille, decorazioni e applicazioni su maglie, cappelli e cappotti. Un solo imperativo dalle ultime sfilate: vietato passare inosservate”.

Non solo, curiosando tra i nuovi arrivi ci si accorge subito che questo sarà un inverno coloratissimo. Il rosso, in particolare, declinato nelle varie sfumature del ruggine, del bordeaux e del melagrana è la nuance dominante. E poi, ancora, tessuti a stampe e fiori a go-go.

Siamo ritornati agli anni’80 con i pantaloni a vita alta, le giacche costruite, i tailleur per la donna. Si riconferma tra le tendenze di questa stagione anche il pigiama, il completo giacca e pantalone, non solo in seta ma proposto nel velluto e nella ciniglia. Ma il must have del guardaroba è lo chemisier ovvero il vestito lungo, abbottonato sul davanti che guarda ad oriente e si rifà al kimono giapponese.”

Sarà che gallina vecchia fa buon brodo… ma personalmente tra le tendenze che più sto amando di questo periodo ci sono le piume. Frivole e leggiadre le adoro sia come inserti e applicazioni, su maniche o gonne, che come accessori. E poi ci sono loro, le eco-pellicce colorate. Ironiche e divertenti da indossare con i jeans in perfetto street-style.
A proposito Gio’, appena ti arriva quella rosa cipria, mi chiami?

CONTATTI

Vicolo13
Recinto Pagano 14
Matera
0835680940
Fb e Ig: Vicolo13
Vicolo13g@libero.it

Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci Il complesso rupestre che affascinò Mel Gibson

<span class="entry-title-primary">Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci</span> <span class="entry-subtitle">Il complesso rupestre che affascinò Mel Gibson</span>

Succede di percorrere km e km in macchina per andare a visitare città lontane. Succede di attendere pazientemente in fila, ore ed ore, per entrare agli Uffizi di Firenze, ai musei Vaticani o al Louvre di Parigi.
Succede di comprare un biglietto aereo e volare dall’altra parte del mondo per poi millantarsi, con gli amici, dei nostri ultimi viaggi: “Caro, non sai quanto è bello il Giappone?!! E in Australia ci sei mai stato? Ma davvero non hai visto New York??!!
E così succede che facciamo tante cose ma poi non conosciamo le bellezze di casa nostra. O no?
Beh, non so a voi, ma a me è successo proprio così. E questa è la mia storia. Vivo ormai da tre anni a Matera, ma non avevo mai visto il complesso delle chiese rupestri Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci. E devo dire che quando sono andata a visitarlo, in un pomeriggio grigio e piovoso di fine settembre, è successo che mi sono sentita terribilmente sciocca per non averlo fatto prima. (E qui un GRAZIE, grande quanto una casa, va ai miei amici Gianvito e Rossana per avermi fatto scoprire questa meraviglia).
Dunque, se venite a Matera non perdetevi assolutamente questo gioiello architettonico interamente scavato nella roccia. Si trova nel cuore della Civita, la parte più antica della città. Non andare a visitarlo sarebbe quasi un reato! E poi non dite che non vi avevo avvisato?!
Ora, se avete voglia, vi faccio dare una sbirciatina a questo luogo affascinante e misterioso in cui potrete rivivere atmosfere e suggestioni che si perdono nella notte dei tempi.

Questa che vedete è la chiesa rupestre Madonna delle Virtù risale al XII secolo ed è in stile romanico-pugliese, come racconta Valeria, la mia bravissima guida, indicandomi i capitelli e il soffitto a “schiena d’asino”.
L’ambiente umile e raccolto vi infonderà un’immediata sensazione di pace e benessere spirituale. Gli affreschi scoloriti sulle pareti, l’odore dell’umido, le rughe del tempo sui muri raccontano una storia di arte e bellezza.
Fa rabbia pensare che per tanti anni questa chiesa venne trasformata in discarica. Standing ovation, quindi, al Circolo culturale la Scaletta di Matera che nel 1967 si accorse di questa meraviglia e diede il via ai lavori di restauro!

Tramite una scalinata, posta all’esterno, si accede alla cripta di San Nicola dei Greci. Questa chiesa è ancora più antica della prima, infatti risale al IX secolo.

Qui potrete ammirare bellissimi affreschi di influenza bizantina. A me è piaciuto particolarmente quello, nell’abside sinistra, con i Santi ( Nicola, Barbara e Pantaleone). Mentre in quella di destra vi è raffigurata una Crocifissione. A voi, invece, quale piace di più?

Oltre alle due chiese, potrete visitare l’annesso monastero e degli esempi di vecchie abitazioni, comunemente chiamate case-grotta.
Il monastero risale al IX- X secolo. In un primo momento vi abitarono i religiosi ma, dopo il 1700, questi ambienti vennero utilizzati dai contadini come pagliaio e per la conservazione e produzione del vino. Il “palmento”, ovvero l’enorme vasca per la pigiatura dell’uva, che vedete nella foto qui sotto, ne è una chiara testimonianza.

Vi svelo una chicca: anche il regista americano Mel Gibson s’innamorò di questi luoghi misteriosi tanto da girare alcune scene del film “The Passion”.
Oggi il monastero ospita le opere d’arte dello scultore Novello Finotti, visibili al pubblico fino al 5 novembre. Trentotto opere in marmo e in bronzo sospese tra surrealismo e metafisica.

Il mio tour si conclude con la visita alle case-grotta con tanto di cisterne e mangiatoie. Sono esempi dell’antico abitare materano fino agli anni’50. Non tutti sanno che Matera è stata inserita nell’Unesco per il suo sistema di raccolta delle acque, come testimoniano queste antiche abitazioni interamente scavate nel tufo. L’acqua piovana veniva raccolta all’esterno. Poi tramite dei canali di “decantazione”, che servivano per purificarla, arrivava dritta dritta alla cisterna interna dove veniva utilizzata per uso domestico. Ingegnosi questi materani, no? E ora, tutti in fila a prendere il vostro biglietto al Caveheritage!!! 😉

Contatti
Cave Heritage- Arte, Cultura e Turismo
Tel: +39 3774448885
Info@caveheritage.it
www.caveheritage.it
Via Mad. Delle Virtù- Rione dei Sassi- 75110 Matera

Montescaglioso

Montescaglioso

Arrivo a Montescaglioso a bordo di un autobus. O di una corriera, come la chiamano da queste parti.
Potevo prendere la macchina, dato che il paese dista pochi km da Matera, ma ho preferito vivere l’esperienza, calarmi nei panni di una vera e propria turista per caso. 😉
Attraversiamo la campagna lucana con i suoi dolci paesaggi collinari, le distese di ulivi e i campi dorati punteggiati da balle di fieno.
È una giornata di luglio con un cielo azzurrissimo e un’aria che si preannuncia calda già dalle prime ore del mattino.
Dalle tendine svolazzanti dei finestrini i profumi dell’estate si mescolano al canto delle cicale.
La corriera s’inerpica per le stradine polverose. Sale lungo un viale di pini che ha tutto il sapore di una gita al mare. Quand’ecco, svoltata l’ultima curva, comparire sul cucuzzolo della collina, il bianco paesino di Montescaglioso.
Ad attendermi, al capolinea, trovo Antonio, ex maestro di scuola elementare e membro fondatore della Pro-loco di Montescaglioso, che mi farà da “Cicerone” durante la mia visita in città.
Iniziamo il nostro percorso turistico dall’Affaccio del Belvedere. Qui potrete ammirare l’abbazia benedettina e la Chiesa Madre con il suo campanile di epoca barocca.
Tutt’intorno si estende il parco della Murgia Materana attraversato dal torrente Gravina. E poi appollaiati sulle colline i paesi di Matera, Ginosa, Laterza e in fondo in fondo il Santuario di Picciano, sede dei monaci benedettini-oliventani.
Sempre nelle vicinanze sorge il Convento dei padri Cappuccini, sede del Noviziato, anche questo di epoca barocca
Lasciamo la zona del Belvedere e raggiungiamo la bellissima Piazza Roma, cuore pulsante del paese. Qui si erge la colonna dedicata proprio a San Rocco, Patrono di Montescaglioso, e l’omonima chiesa.

“Nel 1857 in Basilicata vi fu un violento terremoto, precisamente nella zona tra Viggiano e il Salernitano. I Montesi, che erano già devoti a San Rocco perché li aveva salvati dalla peste del 1600, invocarono di nuovo il suo aiuto perché li proteggesse anche dal terremoto. Montescaglioso per miracolo si salvò e da allora San Rocco divenne Patrono ufficiale della città” racconta Antonio mostrandomi il grande epitaffio.
E così il 20 di Agosto si celebra la festa Patronale. Sotto un sole cocente, la statua del Santo viene portata in processione per le strade da un capannello di fedeli.

Attraversiamo Corso Repubblica, la via principale del centro storico. Anticamente questa era la strada degli “Artieri”, quella cioè degli artigiani. Oggi potrete trovare negozi, antiche botteghe di barbieri, macellerie e focaccerie.
Sono le undici del mattino. Fa tanto caldo. Propongo ad Antonio una pausa in qualche bar prima che mi sciolga completamente e mi debba raccogliere con il cucchiaino.
Ci fermiamo al Caffè Letterario. Un delizioso posticino in cui s’incontrano bar e libreria. Ideale per una colazione lenta tra un morso alla brioche e la pagina di un romanzo.

Rifocillata, riprendo in mano il mio notes e riparto alla scoperta di Montescaglioso che è davvero una chicca con i suoi vicoletti in pietra, le casette bianche e le cascate di coloratissimi fiori dai balconi.

A proposito, se cercate un posticino dove fermavi a pranzo e magari assaggiare la cucina tipica lucana (Aridaje sempre a magnà pensa questa! Direte voi… 😉 vi consiglio vivamente la Locanda dell’Abate, in largo Monterrone, 18. Praticamente in pieno centro. Una garanzia e non aggiungo altro.
Nella top-ten delle cose da visitare rientra a pieno titolo il Monastero benedettino della Santissima Concessione.

In questo edificio, risalente al 1600, vi erano recluse le figlie femmine delle famiglie nobili, non solo del paese ma di tutto il circondario, come testimoniano gli antichi blasoni sulle pareti. Si narra che il Marchese di Montescaglioso vi rinchiuse tutte e sette figlie.
Ma non finisce qui. Pare che la disciplina fosse così rigida che una suora si suicidò gettandosi in una cisterna del monastero…Poverina!

Montescaglioso era una delle contee più rinomate del sud-Italia. Tra i suoi amministratori vi furono Roberto il Guiscardo, la Contessa Emma, Tancredi D’Altavilla, giusto per fare qualche nome. Mica pizza e fichi, che credevate? 😉

Fiore all’occhiello l’Abbazia di San Michele Arcangelo, interamente costruita in pietra e risalente al secolo XI. Annessa alla struttura l’omonima chiesa con campanile di epoca normanna.
All’interno si apre un bellissimo chiostro di epoca Rinascimentale dove un tempo pregavano e lavoravano i monaci benedettino-cassinesi. Camminando sotto le volte ad arco, Antonio mi mostra i capitelli, tutti diversi tra loro, che sembrano quasi ricamati nel tufo, e il pozzo monolitico ottagonale.
“L’Osservatorio romano lo ha definito uno dei più belli d’Europa. Sulle facce in pietra vi sono scolpiti simboli paganeggianti. Come la raffigurazione di Alfa e Omega ovvero il principio e la fine della vita”, racconta con una punta di orgoglio.

Qui potrete visitare la stanza dedicata al tradizionale carnevale lucano con tanto di costumi e maschere, mentre al piano superiore troverete la ex-biblioteca dei monaci, completamente restaurata.
Se poi amate i vini, non perdetevi la Cantina dell’abate dove sono custoditi gelosamente nettari pregiati.

Uscendo dall’abbazia ci ritroviamo in Piazza del Popolo. Ammetto che questa è la parte di Montescaglioso che preferisco. Qui il tempo sembra essersi fermato. Dalla Porta Sant’Angelo si apre un spettacolo mozzafiato. Ancora protagonista la Murgia materana e poi sulla sinistra la Diga di San Giuliano e i paesi di Miglionico e Grottole.

Ultima tappa la Chiesa Madre, con l’annesso campanile, del 1700. Venne costruita sulle ex ceneri di una chiesa preesistente. Inaugurata nel 1823. All’interno sono custodite 4 tele attribuite al pittore calabrese Mattia Preti.

E qui si conclude il mio tour. Le cose da vedere, però, sono ancora tante! Se avete tempo vi segnalo anche la Chiesetta della Madonna delle Grazie, la più antica della città. Mentre salgo sulla corriera che mi riporterà a casa, rivivo, con la mente, i momenti più belli di questa mia gita a Montescaglioso che racconta di anziani sorridenti seduti sulle panchine, all’ombra di un grande albero, di ragazzini che sfrecciavano in bicicletta per le vie del paese, di massaie, con il grembiule, che non volevano mai farsi fotografare perché si sentivano “scisciate” che nel loro dialetto significa “disordinate” quando invece erano bellissime, dell’odore del sugo che cuoce lentamente in pentola, di panni stesi al sole, del colore intenso dei gerani sulle bianche case, di quell’aria così pulita in cui si rincorrevano le farfalle.

VIDEO CON DRONE

ALESSANDRO LAMACCHIA

LUCE. L’immaginario italiano a Matera

LUCE. L’immaginario italiano a Matera

Se capitate nella città dei Sassi non perdetevi assolutamente la mostra Luce. L’immaginario Italiano a Matera. Segnatelo subito in agenda e sottolineatelo con più evidenziatori, vedrete che mi ringrazierete.

Appuntamento imperdibile per gli appassionati di fotografia organizzato dalla Fondazione Sassi ed ospitato nelle stanze dell’ex-ospedale San Rocco fino al 15 settembre.

Un nostalgico viaggio indietro nel tempo tra filmati, vecchie fotografie, documentari, cinegiornali che raccontano la storia del nostro Paese dagli anni’20 fino al boom-economico.

Album di ricordi da sfogliare con la mente per ripercorrere insieme il biennio fascista raccontato dai documentari dell’istituto Luce, dalla propaganda politica e dai cine-giornali dell’epoca.

Vi è anche una sezione interamente dedicata alla città di Matera che si apre con un video del regista Marcellini, uno spaccato di vita quotidiana nei Sassi. Poi, ci sono le riprese dall’alto in elicottero dove la città pare un alveare di pietra ed i filmati in bianco e nero della visita di De Gasperi con la consegna delle cinquanta case nel borgo La Martella fino alle processioni per la festa patronale della “Madonna della Bruna” del 1935.

Confesso di essermi emozionata a guardare quell’Italia che ormai non esiste più se non sui libri di storia o nei ricordi di qualche nonno. Una cartolina ingiallita dal tempo, popolata da contadini, massaie e bambini che giocavano scalzi per le strade. Ho respirato quell’aria genuina di un Paese agricolo che non aveva ancora conosciuto la modernizzazione. Un Paese, dove le fontane diventavano un luogo di conversazione perché le attese di quelle donne, in fila con l’anfora sulla testa, erano lunghe e pazienti. Un Paese, dove la sera ci si sedeva con i vicini a guardare in televisione Mike Buongiorno con il suo Rischiatutto. Un Paese in cui la gente non aveva lo sguardo perennemente fisso sul cellulare, ma aveva ancora la curiosità di guardarsi attorno, di ascoltare le conversazioni altrui, ma soprattutto di guardare in faccia chi stava seduto accanto.

Non aggiungo altro. Vi lascio alla dolcezza di queste immagini.

Si ringrazia per la collaborazione fotografica, Marianna Altieri

LUCE. L’IMMAGINARIO ITALIANO A MATERA

Fondazione Sassi Via San Giovanni Vecchio, 24
Ex Ospedale San Rocco Via San Biagio 31
Fondazionesassi.org
Tel: 08351950111

Dal 01 Giugno al 15 Settembre

Lun-dom-Festivi 10:00-13:00  / 15:00-20:00

Feelosophy Tu chiamale se vuoi....Percezioni!

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Ed eccomi qui con una nuova chicca! Oggi vi porto in via Delle Beccherie, alla scoperta di un negozietto molto carino “Feelosophy”. Feel che…direte voi ? Calma, calma ora vi spiego tutto!

Il nome deriva dall’assonanza con l’inglese “to feel” che significa “percepire”, un modo di vivere lasciando fluire liberamente ciò che si sente, come insegna la filosofia Buddista.

Tra le pareti di un bel rosso amaranto è racchiuso il mondo di Nadia, la proprietaria, quel suo approccio “zen” alle cose, oltre il pensiero razionale, che ha imparato a sviluppare durante i cinque anni vissuti in Thailandia.

Un luogo magico, un angolo di paradiso blue, che rimarrà per sempre nel suo cuore.

Conoscerla è stato molto entusiasmante per me… Nadia è una di quelle persone che ti aprono gli orizzonti quando parlano.

L’eleganza e la semplicità delle sue creazioni mi hanno colpita sin da subito così come la filosofia di cui sono intrise. E’ come se questi oggetti mi regalassero un immediato senso di benessere, quasi avessero un’anima.

 “Non volevo il classico souvenir ma desideravo creare qualcosa di mio, personalizzandolo. Ho preso tra le mani una matita e un foglio di carta e ho iniziato a disegnare prima la città, poi la Cattedrale, l’ulivo e infine la chiocciola che è anche il mio logo”

Ed ecco che le sue stilizzazioni prendono vita su borse, grembiuli, presine, canovacci, biancheria per la casa e, tra poco, uscirà anche una sua linea di abbigliamento. Tessuti naturali al 100% come canapa, lino e cotone, rigorosamente made in Italy.

Sono una donna molto esigente nelle cose che faccio, molto puntigliosa”, afferma con il suo accento romagnolo.

Accanto ai tovagliati trovano spazio coloratissime ceramiche dipinte a mano. Sono tutti smalti senza piombo, ideali anche per conservare gli alimenti. “Anche per i colori vado a percezioni. A volte nascono da sogni. C’è il periodo del rosso, dell’azzurro, del verde petrolio. Adesso, per esempio, sto lavorando sul viola”.

Se cercate qualcosa da mettere in valigia vi consiglio un giretto in questo negozietto oppure visitate lo store online…Sono sicura non uscirete a mani vuote! 😉

CONTATTI

Feelosophy
Via delle Beccherie, 67
Tel. 339.532971
www.feelosophy.it

La festa della Bruna

La festa della Bruna

Il 2 luglio è stato un giorno importante per i materani che hanno festeggiato la Madonna della Bruna, la Santa protettrice.

La tradizionale festa Patronale, che mescola sacro e profano, è un evento molto atteso. La città si sveglia prestissimo. Infatti, già dalle prime ore del mattino, sotto un cielo ancora rosato, si svolge lenta la processione dei pastori, in cui il quadro della Vergine viene condotto per le chiese del sasso Caveoso e Barisano tra le batterie delle polveri da sparo.

Questo è il giorno più lungo per Matera, ma anche quello più sentito e vissuto, che si conclude con il tradizionale “strazzo”, ovvero lo sfascio al carro di cartapesta. Ogni anno i materani ne realizzano uno nuovo, così come narra la leggenda del conte Tramontano il quale prometteva alla cittadinanza tutto il necessario per la sua realizzazione in onore della Santa Patrona.

Uno spettacolo poco adatto a chi teme di essere coinvolto in una rissa e soffre di demofobia 😉

Migliaia di materani assalgono il carro, come formiche, desiderose di portare a casa anche un pezzo solo di qualche statuina come segno benaugurante.

Un copione che ogni anno si ripete sotto gli occhi increduli (e forse anche un po’ spaventati) di molti turisti che assistono per la prima volta, ma che ha sempre un certo folklore.

Tra luminarie colorate, musica, risate, bancarelle, palloncini, giostre e l’immancabile profumo di caramelle e zucchero filato, la festa continua. Fiumi di persone affollano le vie del centro storico per poi ritrovarsi tutte con il naso all’insù …Grandi e piccini ad ammirare lo spettacolo dei fuochi d’artificio. Una pioggia di stelle filanti verdi, gialle, rosse e blue illuminano nella notte più lunga dell’anno il bellissimo paesaggio dei Sassi di Matera.

CONTRIBUTOR

Flavia Carbone

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